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Palermo, il candidato di Forza Italia al consiglio comunale arrestato per mafia: «Un patto per l’elezione con i boss»

Pietro Polizzi, ex Udc, si sarebbe accordato con il boss Agostino Sansone, fratello del padrone di casa di Riina

La polizia ha arrestato per scambio elettorale politico-mafioso uno dei candidati di Forza Italia al Consiglio comunale di Palermo per le elezioni che si terranno domenica prossima. Repubblica scrive che l’arrestato è Pietro Polizzi, già consigliere provinciale dell’Udc. In manette anche Agostino Sansone, 73enne fratello di Gaetano, padrone di casa di Totò Riina. Secondo la Procura, per essere eletto Polizzi avrebbe stretto un patto con i boss dell’Uditore, i costruttori Sansone, storici alleati del capomafia Totò Riina che ospitarono il padrino di Corleone in una delle loro ville nell’ultimo periodo della latitanza. Sansone sarebbe stato intercettato anche nelle stanze del comitato elettorale di Polizzi, che sostiene il candidato sindaco del centrodestra Roberto Laganà.


Gaetano Sansone era il proprietario della villa di Via Bernini in cui Riina passò gli ultimi mesi prima dell’arresto nel 1993. A carico dell’aspirante consigliere comunale ci sarebbero alcune intercettazioni ambientali che hanno indotto la Procura a chiedere la misura della custodia cautelare in carcere. Conversazioni dalle quali emergerebbe con chiarezza il «patto elettorale» stretto tra l’esponente di Fi e Sansone. L’inchiesta è stata coordinata dal procuratore aggiunto Paolo Guido. Polizzi è dipendente di Riscossione Sicilia. L’incontro con il boss sarebbe avvenuto ai primi di maggio.


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