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Claudio Baglioni contro Striscia la notizia: sequestrato il libro che accusa l’artista di plagio

Il cantante ha querelato Ricci & Co. per diffamazione. La difesa: «Tutto si può toccare, tranne il divino Baglioni? E no! La satira è essenziale nel viver civile»

Il libro “Tutti poeti con Claudio Baglioni” è stato sequestrato dal Gip di Monza Gianluca Tenchio e non è più scaricabile dal sito di Striscia La Notizia. Il cantautore ha querelato per diffamazione la trasmissione di Canale 5. E su richiesta dei suoi avvocati Gabriele Minniti e Andrea Pietrolucci ha disposto che l’ebook non sia più downloadabile. Il libro, secondo il Gip, è riconducibile ad Antonio Ricci, che negli anni ha dimostrato «avversione» nei confronti di Baglioni. Con lui, racconta oggi il Corriere della Sera, sono indagati i conduttori Ezio Greggio ed Enzo Iacchetti e il Mago Casanova alias Antonio Montanari. Tutti e tre per le affermazioni nei confronti dell’artista. Ma cosa c’era nel libro sequestrato?


L’indagine su Ricci e le accuse di plagio

Il gip Tenchio ha spiegato nella sua ordinanza che il libro accusa Baglioni di scopiazzare i suoi testi, prendendo ispirazione da «testi di poesie altrui» senza informarne il pubblico. Per questo il 9 maggio il giudice ha disposto il sequestro del libro «per evitare la reiterazione del reato». «Quanto sostenuto dagli autori del libro e dal programma tv è in parte non veritiero, in parte frutto di manipolazione», scrive il Gip secondo il racconto di Giuseppe Guastella.


In alcuni casi, afferma il giudice, non si può «nemmeno parlare propriamente di plagio», perché le parole appartengono ad opere di autori come Wilde, Scott Fitzgerald, Garcia Lorca o Cesare Pavese. Che sono morti da più di 70 anni, passati i quali decadono i diritti d’autore e «l’opera può essere rappresentata e anche rielaborata da chiunque». Mentre in altri casi, si tratta di espressioni «di uso talmente comune da fare dubitare che godano del diritto d’autore».

In più, secondo il pubblico ministero Vincenzo Fiorillo, nel testo si riportano alcune frasi di Baglioni manipolate. L’esempio è quello di un’intervista del cantante che risale al 2013: «Potrebbe esserci un giorno in cui forse ruberò una cosa. Se arriva una frase, ma lo dirò esplicitamente, che è bella, che sta lì, dirò questa mi è arrivata…». Che viene citata dimenticando quella dopo: «Come forse ho rubato in altre occasioni, come tanti di noi. Alcuni apertamente hanno plagiato, altri si sono ispirati, hanno citato opere che già esistevano». In questo modo, sostiene il pm, si fa passare Baglioni per uno che copia senza dirlo.

La difesa

Ricci si difende con il Corriere: «Noi non abbiamo offeso nessuno. Abbiamo raccolto e verificato le segnalazioni di spettatori e fan pentiti. I giudici stabiliranno se siamo nei limiti della satira. Per me si tratta di una manovra intimidatoria di Baglioni nei confronti di una libera trasmissione. È una questione di libertà. Tutto si può toccare, tranne il divino Baglioni? E no! La satira è essenziale nel viver civile. Tutto quello che c’è nel libro è vero. E poi non lo abbiamo accusato di plagio, ma più elegantemente di amnesia verso le fonti».

L’autore di Striscia punta il dito contro i testi del cantautore: «Io, sano ragazzo che negli anni 70 era impregnato di impegno, mi sono trovato canzoni come “Passerotto non andare via…” e “Accoccolati ad ascoltare il mare…”, che facevano illanguidire i giovani Gasparri e Sallusti. Ho avuto una reazione democratica. Sono versi osceni, una cacofonia che lede il buon gusto dell’Alto Cantautorato di Qualità italiano». Il libro, pubblicato nel gennaio 2022, era arrivato a quota 100 mila download alla fine di aprile. Sul sito sono ancora presenti i servizi più recenti che accusano Baglioni per il plagio. L’ultimo risale a due settimane fa.

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