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Caos seggi a Palermo, Lamorgese: «Gravissimo: indaghi la Procura». FdI attacca: «Togliamo il Reddito di cittadinanza agli assenti»

La procura potrebbe indagare chi ha disertato la convocazione al seggio per interruzione di pubblico servizio. La situazione è tornata gradualmente alla normalità solo a metà giornata

Sarà la procura di Palermo a valutare se ci sono gli estremi per indagare i presidenti di seggio che hanno disertato la convocazione, scatenando il caos per diverse ore con diverse sezioni costrette ad aprire in forte in ritardo ancora oggi 12 giugno, giorno del voto. Alle accuse partite soprattutto da Lega e Fratelli d’Italia che ne chiedono le dimissioni, la ministra dell’Interno Luciana Lamorgese ha risposto lasciando per il momento il caso nelle mani della magistratura, commentando comunque come «gravissimo che, senza alcun preavviso, un elevato numero di presidenti di seggio non si sia presentato per l’insediamento». La procura di Palermo potrebbe valutare di indagare gli assenti, se non giustificati da valide motivazioni, per interruzione di pubblico servizio o per rifiuti di atti d’ufficio. «Un tale atteggiamento esprime un’assoluta mancanza di rispetto per le istituzioni – ha aggiunto Lamorgese – e per i cittadini» che si sono visti negare un diritto costituzionale.


Stop al Reddito di cittadinanza

Oltre alle dimissioni della ministra Lamorgese, da Fratelli d’Italia protesta il capogruppo dalla Camera Francesco Lollobribrigida, che approfitta dell’occasione per attaccare i percettori del Reddito di cittadinanza del capoluogo siciliano: «È possibile che nella regione con il 18% del totale nazionale di percettori di reddito di cittadinanza, non si sia trovato chi fosse disposto a lavorare nei seggi? E inoltre, è realistico pensare che tra i tanti forfait non giustificati, ci sia più di qualche percettore di RdC dei quasi 100.000 che nella sola Palermo ne beneficiano? Su questo ultimo interrogativo Fratelli d’Italia andrà a fondo e chiederà la sospensione del sussidio ai disertori dei seggi che non risulteranno realmente impossibilitati a prestare servizio».


I ritardi

Poco dopo le 15 si gradualmente risolta la questione delle sezioni elettorali a Palermo, chiuse per mancanza dei presidenti sezione. Il Viminale ha fatto sapere che tutti i 600 presidenti si sono insediati, dopo che oltre 100 avevano rinunciato improvvisamente. Il presidente della Regione Sicilia, Nello Musumeci, ha fatto sapere di aver chiesto al Viminale di lasciare aperte le urne anche domani solo a Palermo, così da permettere a tutti di votare viste le difficoltà di oggi. «Ho chiesto al Ministro dell’Interno di valutare l’opportunità di autorizzare il prolungamento dell’apertura dei seggi elettorali, nella sola città di Palermo, fino alle ore 14 di domani, lunedì 13 giugno», ha detto. «Una misura straordinaria a seguito dell’altrettanto straordinaria situazione che si è venuta a creare in città per la mancata costituzione di decine di sezioni elettorali. È un provvedimento che avrei adottato autonomamente, se non si votasse anche per i Referendum».

I forfait di ieri

Già da ieri sera, 11 giugno, era arrivata la notizia che circa cento presidenti avevano dato forfait, e stamattina, 12 giugno, centinaia di elettori hanno abbandonato i seggi perché impossibile votare. «Nella nostra sezione manca ancora il presidente. Sono arrivati già diversi elettori che hanno chiesto di votare ma abbiamo spiegato loro che ci sono alcuni problemi e ci hanno risposto che ritorneranno più tardi, ma non è detto considerata la bella giornata e la partita del Palermo», ha detto all’agenzia di stampa Ansa Marcella Garbini, 49 anni, scrutatrice nella sezione 196, che si trova nell’istituto comprensivo Cruillas in via Salerno, un quartiere della prima periferia del capoluogo siciliano. Intanto il comune corre ai ripari: «Abbiamo lavorato intensamente tutta la notte e stiamo procedendo con la notifica di nomina di presidente di sezione ad alcuni titolari di posizioni organizzative del comune di Palermo per colmare i vuoti che si sono determinati nei vari seggi», sostiene Alessandra Autore, dirigente responsabile dell’ufficio elettorale.

L’ombra della finale dei playoff di Serie B

Secondo quanto si apprende da fonti di stampa, il motivo di molti forfait sarebbe la finale di Play off di serie C con il Padova per la promozione in B, prevista per stasera allo stadio Renzo Barbera (quindi in concomitanza con gli scrutini). Per l’appuntamento è previsto il pienone, con oltre 34 mila spettatori. Intanto, l’amministrazione comunale di Palermo ha inviato gli atti alla Procura sulla mancata presenza dei presidenti ai seggi elettorali, che ora dovrà valutare l’ipotesi di reato e le varie responsabilità penali. Prima dell’ora di pranzo, a qualche ora dall’apertura ufficiale delle urne, fissata alle 7, erano ancora decine le sezioni elettorali in cui manca il presidente, indispensabile per le operazioni di conta, validazione e firma delle schede.

I presidenti di seggio denunciati

Le prime avvisaglie sul forfait si erano avute già venerdì con il comune di Palermo che aveva fatto appello agli ordini professionali di avvocati e dottori commercialisti per reperire professionisti da impiegare come presidenti: tutti mobilitati a partire dalla prefettura, ma le adesioni dell’ultimo minuto non sono state sufficienti a colmare in tempo il vuoto che si è determinato. Intanto la Lega si appella al presidente della Repubblica Sergio Mattarella e alla ministra dell’Interno Luciana Lamorgese: «La situazione è grave e inaccettabile, la democrazia è a rischio: è necessario allungare l’orario del voto». I presidenti di seggio che non si sono presentati sono stati denunciati all’autorità giudiziaria.

Immagine di copertina: ANSA/IGOR PETYX

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