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Reddito di cittadinanza, niente multe a chi rifiuta l’impiego. La proposta di lasciare il sussidio ai lavoratori stagionali

Al momento l’80% viene decurtato se si trova un impiego, ma il numero di lavoratori stagionali è quasi raddoppiato negli ultimi tre anni

Come rendere più compatibili reddito di cittadinanza e lavoro stagionale? L’aveva proposto qualche giorno fa il ministro del turismo Massimo Gravaglia, che suggeriva di lasciare metà del sussidio ai lavoratori stagionali. Sarebbe una differenza significativa rispetto a quanto accade ora. Al momento, infatti, se un percettore del RdC inizia a lavorare, ogni 100 euro guadagnati tramite il lavoro, vengono decurtati 80 euro dal sussidio, riporta la Repubblica. Il guadagno netto sarebbe così solo di 20 euro: una cifra che potrebbe spingere molti a non cercare e non accettare un lavoro. Inoltre, a un anno dall’inizio dell’impiego, il RdC smette di essere erogato.


La proposta: 40% del reddito entro la soglia di incapienza

Per rimediare, già a novembre era arrivata una proposta del gruppo di lavoro guidato dalla sociologa Chiara Saraceno, che suggerisce al ministro del lavoro Andrea Orlando di cambiare proporzione, e tagliare l’importo del RdC del 60 per cento, anziché dell’80, quando questo è coniugato a un impiego. Non ci sarebbero limiti di tempo, ma di ammontare annuo: la misura sarebbe valida sono fino agli 8.174 euro per i lavoratori dipendenti, e fino a 4.800 per quelli autonomi, l’attuale soglia di incapienza entro la quale non sussiste tassazione. Superato questo limite, il taglio sarebbe del 100 per cento.


Chi rifiuta un impiego lo fa senza conseguenze

Nel frattempo, però, lo Stato non sta decurtando l’ammontare del RdC a chi rifiuta un lavoro, misura che avrebbe dovuto mostrare i suoi effetti a partire da gennaio 2022. Ogni mese dopo il rifiuto, il sussidio dovrebbe calare di 5 euro, ma – riporta il Messaggero, ciò non sta accadendo. Per questo il governo ha deciso che in seguito a un diniego, vengono ridefinite le offerte di lavoro considerate congrue con il profilo del percettore, e l’erogazione del sussidio viene interrotta dopo due offerte rifiutate (anziché tre, com’era prima). Gli interventi, però, non hanno fatto diminuire l’importo medio del RdC, che è passato dai 577 euro al mese del 2021 ai 585 del 2022, nonostante il 23 per cento dei percettori sia considerato idoneo al lavoro.

Ma i lavoratori stagionali aumentano

Questi dati, però, non sono riflettono la situazione se si guarda solo ai lavoratori stagionali, spesso oggetto di critiche che li vedrebbero preferire il sussidio all’impiego. Il gruppo di lavoro guidato da Saraceno, fa notare che nei tre anni in cui impiego e RdC hanno smesso di essere esclusivi, le assunzioni stagionali sono cresciute. Nel 2021 sono state 554 mila, 339 mila solo d’estate. Nel 2019, gli stessi dati erano fermi a 222 mila e 81 mila. Ciò non toglie che gli operatori del turismo sono ancora alla ricerca di 300 mila nuovi lavoratori, e che la riforma del RdC potrebbe aiutare a trovarli.

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