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Gas, anche domani flussi ridotti dalla Russia. Il governo valuta lo stato di allerta: convocato il Comitato di emergenza

Il punto per valutare le possibili contromisure è previsto per la metà della prossima settimana

Gazprom continua a ridurre i volumi di gas verso l’Europa. Eni, stamattina, ha comunicato che a fronte di una domanda giornaliera di circa 63 milioni di metri cubi avrebbe ricevuto solo il 50% di quanto richiesto. Il taglio dei flussi di gas verso l’Italia proseguirà anche domani, 18 giugno, si legge sulla piattaforma tecnica del Gme. Una situazione che inizia a destare preoccupazioni e davanti alla quale il governo non intende farsi trovare impreparato. Mentre il ministero della Transizione Ecologica continua a monitorare la situazione con il Comitato d’emergenza, nei prossimi giorni potrebbe decidere di alzare il livello di crisi del sistema gasiero nazionale dal livello di «preallarme» a quello di «allarme» (quello successivo sarebbe lo stato di emergenza). Una valutazione è attesa a metà settimana.


Lo stato di «allarme» non porterebbe con sé misure eccezionali, come razionamenti, tagli o tetti massimi di consumo. Qualora dovesse scattare il livello di allarme, il Ministero guidato dal ministro Roberto Cingolani potrebbe chiedere a Snam, il principale trasportatore di metano in Italia, di chiedere a industrie selezionate di ridurre deliberatamente i propri consumi. Inoltre, qualora dovesse scattare lo stato di allerta, è previsto l’aumento della produzione di energia nelle centrali elettriche a carbone e l’aumento dell’import di gas da altri fornitori, tra cui l’Algeria, grazie anche ai recenti accordi firmati con il Paese per la diversificazione degli approvvigionamenti energetici.


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