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Maradona, per la sua morte otto tra medici e infermieri saranno processati per omicidio colposo: «Ricovero carente e sconsiderato»

La leggenda del calcio è morta il 25 novembre 2020. In quei giorni Maradona si stava riprendendo da un intervento di neurochirugia

Un giudice di San Isidro, vicino a Buenos Aires, ha rinviato a giudizio otto operatori sanitari tra medici e infermieri per la morte di Diego Armando Maradona, avvenuta il 25 novembre 2020. Tra le persone che dovranno affrontare un processo per omicidio colposo con circostanze aggravanti ci sono anche un neurochirurgo e uno psichiatra. La leggenda del calcio è morta a causa di un infarto ma questo processo dovrebbe verificare se ci sono state delle negligenze nelle cure prestate dell’equipe medica. Nei giorni prima di morire Maradona si stava riprendendo da un intervento di neurochirurgia. In ogni caso nella sua cartella clinica si parlava anche di problemi ai reni e al fegato, di insufficienza cardiaca e di un generale deterioramento neurologico dovuto alla dipendenza di alcol e droghe.


Secondo le accuse dei giudici, l’equipe medica che seguiva Maradona si è resa «protagonista di un ricovero domiciliare senza precedenti, totalmente carente e sconsiderato», un ricovero in cui ha commesso «una serie di improvvisazioni, cattiva gestione e inadempienze». Al momento tutte le persone coinvolte hanno respinto le accuse. Leopoldo Luwue, medico curante di Maradona, ha spiegato di essere «orgoglioso di quello che ha fatto». Al momento i giudici non hanno richiesto la custodia cautelare per nessuno degli imputanti ma le condanne, se le accuse venissero confermate, vanno dagli 8 ai 25 anni di reclusione.


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