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Nato, la Turchia ritira il veto sull’adesione di Svezia e Finlandia. Erdoğan: «Da loro ci sarà piena collaborazione contro il Pkk»

Da mesi Ankara si opponeva all’ingresso, sostenendo che Helsinki e Stoccolma avessero dato rifugio a esponenti del Partito Popolare Curdo (Pkk)

La Turchia ha ritirato il veto inizialmente posto sull’adesione di Svezia e Finlandia alla Nato. Secondo quanto riporta l’Ansa, i tre Paesi hanno firmato un memorandum di intesa che consentirebbe ai due Stati nordici di aderire all’alleanza nordatlantica. L’ufficio della presidenza turca fa sapere che Ankara «ha avuto quello che chiedeva» dai colloqui con Svezia e Finlandia sulla loro adesione alla Nato, ovvero la «piena cooperazione» da Helsinki e Stoccolma contro il Partito Popolare Curdo. Sull’intesa raggiunta si è espresso il Il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg – presente alla riunione con i tre Paesi – in conferenza stampa da Madrid: «La politica delle porte aperte della Nato è un successo, abbiamo mostrato di saper risolvere i problemi attraverso le negoziazioni, con l’ingresso di Svezia e Finlandia nell’alleanza saremo tutti più sicuri».


Stoltenberg ha anche precisato che l’accordo di estradizione sarà conforme agli standard europei e che il memorandum tiene conto delle preoccupazioni della Turchia sulle «esportazioni di armi e il terrorismo». Il 29 giugno, al vertice dell’alleanza nella capitale spagnola, i leader dei due paesi nordici verranno invitati ufficialmente al tavolo della Nato, atto che darà il via alle ratificazioni (la ricezione dei trattati internazionali da parte dei singoli Stati coinvolti) da parte degli alleati. «Con il loro ingresso tutto il quadro dello scacchiere baltico-scandinavo verrà rafforzato», ha aggiunto il segretario dell’alleanza.


I media turchi hanno subito ripreso la notizia. La rete nazionale Trt ha parlato di «passi concreti per l’estradizione di criminali terroristi». Viene anche specificato che parti dell’accordo si riferiscono alla destituzione delle restrizioni nel campo dell’industria della difesa (la Turchia dal 2020 è oggetto di sanzioni da parte degli Usa per aver acquistato tecnologie militari dalla Russia) e all’impedimento della «propaganda terroristica contro la Turchia» nei Paesi scandinavi.

Da mesi, Ankara – nello specifico il presidente Recep Tayyip Erdoğan – si opponeva all’ingresso, sostenendo che Helsinki e Stoccolma stanno dando rifugio ad esponenti del Partito Popolare Curdo (Pkk) con il quale la Turchia si trova in aperto conflitto. Erdoğan aveva più volte definito i due Paesi nordici sostenitori del terrorismo, e aveva posto come condizione che questi espellessero i 30 membri del Pkk sul loro territorio. Stoltenberg aveva discusso con Ankara di queste preoccupazioni.

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