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Marmolada, il procuratore tiene il punto: «Dall’inchiesta esclusa la prevedibilità: indagine su perché tanta acqua sotto il ghiacciaio»

La Procura di Trento ha confermato che quanto accaduto sulle Dolomiti non poteva essere previsto. Ancora da capire perché sotto al ghiacciaio c’era tutta quell’acqua

Per il crollo del blocco di ghiaccio dalla Marmolada «possiamo escludere assolutamente una prevedibilità e una negligenza». Lo ha detto all’Ansa il procuratore capo di Trento, Sandro Raimondi, il quale sta coordinando l’inchiesta aperta per disastro colposo per quanto accaduto sulle Dolomiti lo scorso 3 luglio. «Noi apriamo tutte le porte che abbiamo davanti per verificare cosa è successo e ricostruire il fatto», ha assicurato il procuratore. Per capire il perché della presenza di tutta quell’acqua che ha provocato il distaccamento del ghiacciaio, verrà coinvolto il mondo scientifico. In questo modo, si cercherà attraverso alcune prove di capire cosa sia successo dal punto di vista idraulico.


Al momento, le morti confermate sono 10. Proseguono, invece, le ricerche per le 2 persone che risultano ancora disperse. A breve, la Procura di Trento dovrebbe concedere il nulla osta per la celebrazione dei funerali delle vittime ufficialmente riconosciute. I tempi dovrebbero essere abbastanza brevi, in particolare per i veneti Filippo Bari, Paolo Dani e Tommaso Carollo, e per la trentina Liliana Bertoldi.


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