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Alberto Genovese, le nuove accuse: avrebbe provato a comprare il silenzio della prima vittima con 8 mila euro

Il procuratore aggiunto di Milano, Letizia Mannella, e i pm Rosaria Stagnaro e Paolo Filippini hanno chiesto una condanna a 8 anni di reclusione e a 80mila euro di multa per l’imprenditore

Non solo violenze sessuali, detenzione e cessione di stupefacenti, reati fiscali e lesioni: Alberto Genovese adesso potrebbe essere accusato anche di corruzione in atti giudiziari. L’imprenditore avrebbe infatti provato a comprare il silenzio della prima vittima, provando a farle arrivare 8 mila euro poco prima di essere arrestato. La modella, testimone chiave delle indagini, era all’epoca appena uscita dall’ospedale dopo gli abusi, e rifiutò i soldi. Nel corso del processo abbreviato davanti al gup Chiara Valori, Genovese ha ammesso: «Per evitare conseguenze, avrei pagato qualsiasi cifra, non posso nasconderlo».


«Ha superato consapevolmente il limite»

Un modus operandi che combacia con il profilo delineato dai pm di Milano, che per lui hanno chiesto una condanna a 8 anni di reclusione e a 80 mila euro di multa: Genovese era abituato a prendersi tutto, e in un quadro di «aberrazioni condivise» avrebbe superato «scientemente, consapevolmente il limite». Quello del consenso delle ragazze. Sono sei le presunte vittime del 43enne, per il quale la sentenza arriverà a settembre. Le parti lese nel processo in corso sono la 18enne ferocemente abusata di Terrazza Sentimento, e una 23enne violentata a Ibiza.


Alle loro voci, negli scorsi mesi, si sono aggiunte quelle di altre quattro donne che hanno accusato l’ex «re delle start-up» di trattamenti analoghi. La consulenza difensiva ha parlato di un vizio di mente dovuto all’uso massiccio di cocaina. «Abusavo di droghe, non controllavo più la realtà e ho capito solo dopo, riguardando quei video, che la ragazza aveva manifestato il suo dissenso», aveva affermato piangendo Genovese. Lo scorso luglio, dopo oltre nove mesi di detenzione, era stato scarcerato: adesso è ai domiciliari in una clinica per disintossicarsi.

Imputata anche l’ex fidanzata

Anche l’ex fidanzata dell’imprenditore, Sarah Borruso, è finita al banco degli imputati. I pm hanno chiesto 2 anni e 8 mesi per concorso nella violenza che ebbe luogo nell’isola spagnola. Davanti al gup Chiara Valori la ragazza ha respinto ogni accusa prendendo le distanze dal suo ex: «Per troppo tempo sono stata accostata alla figura di Alberto, ho vissuto dietro l’ombra di un uomo. Noi tutti partecipanti alle feste abbiamo fatto e detto cose che oggi non mi appartengono più. Ma mai avrei potuto fare male a qualcuno, mai avrei assistito a una violenza», ha affermato. Adesso, sostiene di essere «ripartita da zero», allontanandosi «per sempre» dall’uso delle sostanze. La sua più grande paura, ha raccontato a Repubblica, è quella di «essere condannata perché sono stata la fidanzata di Alberto Genovese».

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