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È morto il giornalista Amedeo Ricucci, storico inviato di guerra Rai: era stato sequestrato in Siria

Testimone dei più importanti conflitti degli ultimi vent’anni, il giornalista era stato liberato nel 2013, dopo un rapimento durato 11 giorni

È morto a Reggio Calabria a 63 anni il giornalista Rai Amedeo Ricucci dopo una malattia. Tra i più noti inviati di guerra della tv di Stato, Ricucci ha lavorato per trasmissioni come Professione reporter, Mixer, La Storia siamo noi, oltre che per il Tg1, impegnato a seguire sul campo i più importanti conflitti degli ultimi vent’anni, dall’Algeria al Kosovo, passando per l’Afghanistan e l’Iraq. Nel 1994 Ricucci aveva raggiunto la Somalia con la giornalista Ilaria Alpi e il cameraman Miran Hrovatin, entrambi uccisi in circostanze mai davvero chiarite. È stato anche testimone dell’omicidio del fotografo del Corriere della Sera, Raffaele Ciriello, ucciso a Ramallah nel 2002. Ricucci era stato anche sequestrato nel 2013 in Siria, assieme ad altri tre giornalisti italiani, dal Fronte Al-Nustra. La liberazione avvenne dopo 11 giorni di prigionia, durante i quali era stato mantenuto un rigido silenzio stampa.


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