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«80 anni fa la retata degli ebrei: oggi la Francia ha Macron che onora il capo di Vichy e 89 deputati lepenisti». Bufera sulla capogruppo di Melenchon

Insorgono anche diversi ministri contro la parlamentare della sinistra francese, sotto attacco per il suo tweet durissimo contro il capo dell’Eliseo

«80 anni fa, i collaborazionisti del regime di Vichy organizzarono il rastrellamento del Velodromo d’Inverno, a Parigi. Non dimenticate questi crimini, oggi meno che mai con un presidente della repubblica che onora Pétain e 89 deputati di Rassemblement National». Sono queste le parole twittate da Mathilde Panot presidente del gruppo parlamentare francese di sinistra La France Insoumise, ruolo in cui è subentrata nel 2021 dopo Jean-Luc Mélenchon. Un duro attacco nei confronti di Emmanuel Macron che viene indicato come un sostenitore del maresciallo Philippe Pétain, a capo del regime di Vichy, governo francese collaborazionista del nazismo durante la Seconda Guerra Mondiale. Un altro riferimento è all’incremento del numero di deputati del partito di destra Ressemblement National, che nelle ultime elezioni parlamentari sono passati da 8 a 89.


Il leader dell’Eliseo aveva effettivamente definito Pétain un grande soldato nella guerra, aggiungendo che «è legittimo celebrare chi ha portato l’esercito alla vittoria», riporta BfmTV. Il tweet di Panot non è passato inosservato, causando scompiglio nella politica francese. Clement Beaune, Ministro delegato ai Trasporti è stato tra i più duri a replicare: «Ben oltre un’onta. Ci rifiutiamo di crederci. Rimuova questo messaggio e si scusi con la Francia, rapida» ha cinguettato.

Toni simili anche per il Ministro del Lavoro Olivier Dussopt, che ha dichiarato: «Nessun limite all’indecenza» e per Isabelle Rome, Ministra delle pari opportunità tra generi, che ha commentato con: «La nausea».

80 anni dal Rastrellamento del Velodromo d’Inverno

La polemica arriva nel giorno dell’ottantesimo anniversario del rastrellamento del Velodromo d’Inverno, ovvero la più rande retata di ebrei mai avvenuta in Francia durante il Secondo Conflitto mondiale, tra il 16 e il 17 luglio 1942. L’operazione venne condotta su iniziativa delle milizie francesi e vennero deportate nei campi di concentramento nazisti circa 13 mila persone, un quarto di quante in totale furono catturate nella sola Francia durante la guerra. Nel 2017 fu proprio Macron a ribadire la responsabilità della autorità francesi nella tragedia, mentre Marine Le Pen la negò categoricamente nello stesso anno, riporta BfmTV.

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