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Francia, i dati degli Exit Poll: Macron crolla e perde la maggioranza assoluta. Boom di seggi per Marine Le Pen

Nel primo mandato poteva contare su 341 seggi, ora dovrà accontentarsi di una quota compresa tra 205 e 235

A poco meno di due mesi dalle elezioni che hanno confermato Emmanuel Macron come presidente della Repubblica, i cittadini francesi sono stati richiamati al voto per scegliere i loro rappresentanti all’Assemblée Nationale. Secondo i primi dati degli Exit Poll, nel secondo turno di queste elezioni il presidente francese ha perso la maggioranza assoluta. La soglia che serve per garantire la sicurezza di vedere passare le proprie leggi è 289 seggi. Nella sua prima legislatura Macron poteva puntare su 341 deputati mentre in questa dovrà accontentarsi di una quota compresa tra 205 e 235. Appena dopo di lui c’è Nupes, la coalizione di sinistra guidata da Jean-Luc Mélenchon che potrà contare su una quota tra 170 e 190 seggi. Festeggia Marine Le Pen, leader di Rassemblement National che vede i suoi seggi passare da 8 a una quota compresa tra 75 e 95: «Siamo riusciti ad eleggere un gruppo molto forte di deputati all’Assemblea, che d’ora in poi sarà ancora più nazionale. Sarà di gran lunga il più numeroso della storia della nostra famiglia politica».


In tutto il Paese si registra il caso di candidati vicini a Macron che sono stati sconfitti e che quindi, secondo le regole, dovranno dimettersi. C’è la ministra della Salute Brigitte Bourguignon, che è stata sconfitta nella circoscrizione del Pas-de-Calais da una candidata di Rassemblement National e c’è anche il presidente dell’Assemblea Nazionale Richard Ferrand e il capogruppo di En Marche in parlamento, Christophe Castaner. Ora per governare Macron dovrebbe allearsi con i Républicans, partito di destra più moderato che potrà contare al massimo su 75 seggi. Mélenchon ha dichiarato che con questi numeri non c’è nessuna possibilità di governare: «La sconfitta del partito del presidente Emmanuel Macron è totale e non c’è nessuna maggioranza. Noi non rinunciamo all’ambizione di governare il Paese».


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