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Grecia, giallo sull’aereo cargo ucraino caduto. I vigili del fuoco: «Nessun esplosivo a bordo» – Il video

Le numerose esplosioni aveva fatto temere una fuga di materiale tossico, ma le rilevazioni dei vigili del fuoco smentiscono

Rimane un giallo quale fosse il carico dell’aereo cargo che è precipitato ieri sera, 16 luglio, nel nord della Grecia vicino a Paleochori Kavalas, circa 140 chilometri a est di Salonicco. Secondo quanto fatto sapere dal ministero della Difesa serbo, l’areo stava trasportando armi, tra cui mine anti uomo, dalla Serbia al Bangladesh, per un totale di 11 tonnellate di materiale esplosivo. Tuttavia, nella perlustrazione dei vigili del fuoco greci «non sono stati trovati materiali pericolosi sul luogo dell’incidente aereo» ha dichiarato un portavoce.


Nel velivolo c’erano almeno 8 persone e nessuna di loro è sopravvissuta allo schianto. Meridian, la compagnia ucraina proprietaria del quadrimotore, un Antonov An-12, ha sottolineato che tutti i membri dell’equipaggio erano cittadini ucraini. Il corpo di uno di loro è stato recuperato oggi, domenica 17 luglio, dai vigili del fuoco. Il mezzo avrebbe dovuto fare scalo in Giordania, in Arabia Saudita e in India prima di raggiungere la sua destinazione finale: Dacca.


L’amministratore delegato dell’azienda, Denys Bogdanovych, ha dichiarato a DW che «i dettagli sono in fase di chiarimento» e che il disastro sarebbe stato causato da un guasto tecnico. I media internazionali hanno pubblicato questa mattina un video dell’aereo mentre precipita in fiamme e si schianta al suolo provocando un’enorme esplosione. Il volo merci stava viaggiando fra la Serbia e la Giordania e avrebbe chiesto di poter compiere un atterraggio di emergenza all’aeroporto greco di Kavalas, senza però riuscire a raggiungerlo.

I soccorsi

Secondo funzionari locali, riporta il Guardian, sette autopompe sono state inviate sul posto, ma non hanno potuto avvicinarsi a causa di numerose esplosioni seguite allo schianto. Uno dei vice sindaci della città ha dichiarato all’emittente ERT che le esplosioni sono state udite per due ore dopo l’incidente. Intanto aumentano i timori per la tossicità del carico: i soccorritori vicini all’area dello schianto hanno avvertito bruciori a occhi e bocca e due vigili del fuoco sono stati ricoverati in ospedale questa mattina presto con problemi respiratori provocati dai fumi tossici che hanno invaso la zona.

Le autorità greche, che hanno inviato un drone a ricognizione dell’area, hanno invitato la popolazione in un raggio di due chilometri a rimanere in casa con le finestre chiuse per la possibile presenza a bordo di sostanze chimiche pericolose. L’esercito, gli artificieri e lo staff della Greek atomic energy commission non si avvicineranno al sito finché non sarà dichiarato sicuro. Lo riporta la tv di Stato greca.

«Le misurazioni dell’aria al momento non hanno mostrato nulla, ma è stata comunque osservata instabilità sul campo», ha detto ai giornalisti il ​​tenente generale dei vigili del fuoco della Grecia settentrionale, Marios Apostolidis. «In altre parole, fumo e calore intensi, oltre a una sostanza bianca che non riconosciamo, quindi una squadra speciale delle forze armate deve informarci su cosa si tratta e se possiamo entrare in campo».

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