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In bilico le primarie in Sicilia, Conte avverte Letta: «Dal Pd parole arroganti: non accettiamo il doppio gioco tra Roma e Palermo»

Cresce la tensione alla vigilia delle primarie del centrosinistra in Sicilia, dove il M5s e il Pd hanno deciso di correre insieme per le prossime Regionali

L’invito da parte di Giuseppe Conte ai vertici del Pd è di non far scherzi a 24 ore dalle primarie in Sicilia, dove i dem e il M5s dovrebbero scegliere il candidato alla presidenza della Regione che, sempre in teoria, dovrebbero sostenere insieme. Conte mette in guardia i sempre meno alleati dem, soprattutto dopo le dichiarazioni di Enrico Letta, che a In Onda su La7 sembrava aver praticamente archiviato l’asse con i Cinque stelle: «Con il M5s evidentemente la differenza che si è creata in modo così evidente lascia un segno e difficilmente il rapporto sarà ricomposto. Quello accaduto in questi giorni è sostanza, non è un fatto semplice di forma».


E non è andato certo più leggero il ministro della Difesa Lorenzo Guerini, che dalla sua Lodi ha tuonato: «Bisogna essere molto chiari. Chi è stato protagonista della caduta del governo Draghi non può essere interlocutore del Pd. Punto. Non c’è molto da aggiungere». «Ormai la macchina delle primarie siciliane è partita» dice Conte, quando sono arrivate a 42.205 le persone che si sono registrate sulla piattaforma per votare tra Caterina Chinnici del Pd, Barbara Floridia del M5s e Claudio Fava dei Centopassi. «Domani il Movimento vi prenderà parte. In queste ore però leggo diverse dichiarazioni arroganti da parte del Pd. Non accettiamo la politica dei due forni. Quel che vale a Roma vale a Palermo».


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