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Elezioni anticipate, Letta chiude al M5s: «Impossibili alleanze con chi ha fatto cadere il governo». Conte: «Il Pd faccia le sue scelte»

Il segretario del Pd al Tg3 apre a nuove alleanze in vista delle urne. Il presidente M5s: «Chi vuole misure progressiste può confrontarsi con noi»

Una frattura che difficilmente sarà ricomposta. Il segretario del Partito democratico Ernico Letta ha usato parole dure per definire il futuro dell’alleanza elettorale con il Movimento 5 stelle. «Io penso che con i tre partiti che hanno fatto cadere Draghi è impossibile fare alleanze elettorali in questa tornata», ha detto in un’intervista a In Onda. Poco prima, collegato con il Tg3, il dem aveva detto: «Con il M5s evidentemente la differenza che si è creata in modo così evidente lascia un segno e difficilmente il rapporto sarà ricomposto. Il gesto di ieri – aveva continuato Letta – e quello accaduto in questi giorni è sostanza, non è un fatto semplice di forma».


In serata poi è arrivata la risposta di Giuseppe Conte: «Noi siamo una forza progressista, ma non per autodefinizione: siamo oggettivamente progressisti perché guardiamo alla giustizia sociale, alla transizione ecologica e digitale, e abbiamo sicuramente un manifesto avanzato in questa direzione. Chi vuole lavorare su queste misure, può ritrovarsi a condividere con noi, o a confrontarsi con noi. Poi spetterà al Pd fare le sue scelte», ha detto il leader pentastellato ospite a Zona Bianca, su Rete4.


La chiusura di Letta

Già ieri, 20 luglio, Letta aveva commentato con rammarico il comportamento dei partiti che non avevano votato la fiducia al premier dimissionario Mario Draghi, tra cui il M5s. Annunciando di fatto il de profundis dell’attuale campo largo. «Nei prossimi giorni il Pd lancerà una proposta al Paese per essere vincenti alle elezioni», ha detto oggi. «Vedremo chi ci starà: costruiremo una coalizione che sono convinto sarà vincente. Il voto di ieri ha cambiato completamente il panorama politico». Già in mattinata Letta aveva dichiarato: «Coloro che sono stati responsabili un po’ si vergognano, un po’ non sono completamente sicuri di aver capito cosa sia successo, un po’ tentano di togliere le impronte digitali dalle armi». Un voto, quello di ieri, che «impatta fortemente» sui «compagni di strada» con cui i dem affronteranno il voto.

L’assemblea del Pd

Durante l’assemblea congiunta del Pd, che si è svolta in giornata, Letta ha preso le distanze da «classifiche di responsabilità», ma al tempo stesso ci ha tenuto a ribadire che è vero che «il Parlamento si è messo contro il Paese, ma non tutti». Secondo il segretario dem il suo partito ha dimostrato di aver salvaguardato gli interessi dei cittadini, di aver «difeso le istituzioni da soli», e di esser rimasti coerenti. Questo, a suo avviso, verrà premiato alle urne. Nel corso dell’assemblea più volte Letta ha sottolineato che il proprio partito dovrà vincere e che, pertanto, bisogna iniziare a «comunicare con occhi di tigre». Infine, il segretario del Pd ha proposto un dibattito politico nei gruppi congiunti per martedì, specificando che «alcune scelte saranno fatte nelle prossime ore, mentre altre richiederanno dei giorni».

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