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Salman Rushdie accoltellato prima di una conferenza, individuato il presunto aggressore: si chiama Hadi Matar e ha 24 anni

Il giovane si trova sotto custodia degli agenti dello Stato di New York e, al momento, non è stata formulata nessuna accusa nei suoi confronti, che dipenderà – in parte – dalle condizioni dello scrittore

Si chiama Hadi Matar il presunto aggressore che ha accoltellato lo scrittore Salman Rushdie nella città di Chautauqua, nello stato di New York prima di una conferenza. L’uomo ha 24 anni ed è originario del New Jersey, secondo quanto riferito dalla polizia. Matar era in possesso di un pass che gli consentiva l’accesso agli spazi della Chautauqua Institution, dove è avvenuta l’aggressione. L’aggressore indossava una maschera nera, secondo quanto riferito da testimoni e, dopo essersi alzato dalla platea, si è avventato sullo scrittore. Il 24enne si trova sotto la custodia degli agenti dello Stato di New York e, al momento, non è stata formulata nessuna accusa nei suoi confronti. Secondo quanto spiegato dalla polizia, infatti, le accuse dipenderanno – in parte – dalle condizioni di Rushdie. Nel frattempo, gli agenti sono al lavoro per ottenere mandati di perquisizione per le proprietà associate al presunto aggressore dello scrittore, per raccogliere eventuali elementi utili alle indagini.


Lo scrittore Salman Rushdie è invece ricoverato in ospedale a Erie, in Pennsylvania, dove è stato sottoposto a un delicato intervento chirurgico dopo essere stato colpito con un’arma da taglio.Secondo quanto riferito dalla polizia, lo scrittore è stato colpito almeno una volta al collo e una volta all’addome. La governatrice dello Stato di New York, Kathy Hochul, ha riferito che «Salman Rushdie è vivo». A salvarlo è stato un agente della Polizia che «si è alzato e gli ha salvato la vita», allontanando l’uomo dallo scrittore e dal moderatore della conferenza. L’intervistatore, secondo il bollettino degli agenti di NY, ha riportato un lieve trauma cranico. Non è ancora chiaro quale sia stato il movente dell’aggressione contro Rushdie. L’unica certezza è che lo scrittore indiano naturalizzato britannico, da oltre 30 anni è nel mirino dei fondamentalisti dell’Islam. Dopo la pubblicazione de I versetti satanici, considerato da una parte del mondo islamico un romanzo «blasfemo», l’ayatollah Ruhollah Khomeini aveva emesso una fatwa contro lo scrittore, offrendo una ricompensa da 3,4 milioni di dollari a chi lo avesse ucciso.


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