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Finalmente un tema accende la campagna elettorale: tutti si buttano sul caso Dazn

di OPEN

Da Berruto a Salvini, passando per Della Vedova e Calenda, sono parecchi i politici che questa sera hanno criticato il servizio di streaming

Visto il precario impatto nell’opinione pubblica dei vari temi proposti giorno dopo giorno dalle forze politiche, non è parso vero ai vari leader e candidati di poter infine far leva su un caso di sicura presa su milioni di italiani. Se siete appassionati di calcio, o seguite i trend dei social già sapete di che si tratta: col ritorno del campionato, tra ieri e oggi, è ripartita anche la proposta in diretta web delle partite sulla piattaforma di Dazn. E le cose sono andate davvero male, specie per le due partite serali, ieri quella dell’Inter e oggi quella della Roma. Due squadre con ampia platea di tifosi, e quindi il clamore per le forti difficoltà di trasmissione (eufemismo) è stato assai diffuso. Gli hashtag #Daznout e #Dazndown hanno spopolato, cosicché la politica ci si è buttata a pesce. Ha cominciato il responsabile sport del Pd, Mauro Berruto, annunciando un passo ufficiale del partito con l’Autorità Garante delle Comunicazioni. Più diretto Matteo Salvini, che ha dato un giudizio impietoso “da abbonato”.


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