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Il tweet, poi cancellato, dell’ambasciatore russo a Vienna: «Nessuna pietà per il popolo ucraino!». Kiev: «Toni da genocidio»

Mikahil Ulyev ha detto che le sue parole sono state interpretate in modo «subdolo». Il ministero degli Esteri ucraino chiede all’Austria di dichiararlo «persona non grata»

«Nessuna pietà per il popolo ucraino!». Con questi termini l’ambasciatore russo a Vienna, Mikahil Ulyanov, ha commentato un tweet di Volodymyr Zelensky. Il presidente ucraino ringraziava gli Stati Uniti per l’invio di un altro pacchetto di aiuti militari dal valore di 775 milioni di dollari. L’ambasciatore russo, che ha poi eliminato il tweet contestato (e che però rimane negli archivi web), è stato accusato di usare «toni da genocidio». Soprattutto da Oleg Nikolenko, portavoce del ministero degli Esteri ucraino: «Chiediamo all’intera comunità diplomatica di Vienna di boicottare Ulyanov e al Paese ospitante, l’Austria, di dichiararlo persona non grata», scrive allegando lo screenshot del tweet. Sommerso da critiche, Ulyanov ha provato a spiegare come quelle sue parole siano state oggetto di una «interpretazione subdola che non ha nulla a che fare con me e con quello che ho detto». L’ambasciatore, dice, voleva intendere che è Kiev che «non si preoccupa della propria popolazione», rifiutando categoricamente ogni tipo di sforzo diplomatico per porre fine alla guerra.


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