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La Svezia si piega a Erdogan: l’attivista curdo Zinar Bozkurt sarà consegnato alla Turchia

L’arresto arriva a una settimana da un importante incontro tra Ankara, Stoccolma e Helsinki sulla Nato

Il servizio di sicurezza svedese ha arrestato Zinar Bozkurt ieri, 20 agosto. Ora, verrà estradato in Turchia. L’accusa mossa all’attivista è di terrorismo, in quanto membro del Partito dei Lavoratori del Kurdistan (Pkk), considerato una minaccia alla sicurezza del paese. Il 26enne in questi anni è entrato al centro del dibattito mediatico e, soprattutto, nel mirino della propaganda turca. Nel 2014 arrivò a Stoccolma e, due anni dopo, fece richiesta di asilo perché denunciava di essere perseguitato per la sua identità curda e per la sua dichiarata omosessualità. Ma all’inizio di quest’anno i servizi segreti svedesi l’hanno respinta e hanno deciso per l’espulsione. Come già raccontato nelle interviste che ha rilasciato negli ultimi mesi, Bozkurt teme che una volta espulso in Turchia venga messo in carcere e torturato. Rischio che le autorità svedesi escludono. Il suo legale ha fatto appello alla Corte di giustizia dell’Ue perché ritiene questo mandato di estradizione «illegale».


I colloqui sulla Nato

L’arresto di Bozkurt arriva a una settimana da un importante incontro tra Ankara, Stoccolma ed Helsinki: il focus sarà il rispetto degli impegni di adesione della Nato da parte della Svezia. Al termine degli accordi raggiunti alla conferenza della Nato di fine giugno a Madrid girò la notizia che tra questi ci fosse un elenco di 30 persone che i due paesi nordici avrebbero dovuto estradare in Turchia. Poi la ministra degli Esteri svedese Anna Linde smentì. La confederazione europea curda KCDK-E ieri ha rilasciato una dichiarazione in cui condanna l’estradizione di Bozkurt: «La Svezia commette un grave errore legale se i curdi vengono sacrificati a un accordo per l’adesione alla Nato. È un dato di fatto che Zinar Bozkurt rischia una lunga pena detentiva e severe torture se viene estradato nello stato fascista turco. Invece di difendere l’indipendenza della magistratura e gli standard democratici, il governo svedese si piega alle richieste disumane di un dittatore».


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