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Caso Ruberti, la compagna Sara Battisti: «Temo che lo scandalo sia stato costruito ad arte all’interno del Pd»

La consigliera dem: «C’erano diversità di vedute tra noi “zingarettiani” e chi voleva appoggiare la candidatura di Daniele Leodori»

È passata una settimana esatta da quando è esploso il caso di Albino Ruberti, ex capo di gabinetto del sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, dimessosi in seguito alla pubblicazione di un video che lo ritrae furente con Vladimiro De Angelis e Adriano Lampazzi, durante una cena a Frosinone, il 1 giugno scorso. Chi indaga sulla vicenda vuole chiarire perché il braccio destro del primo cittadino capitolino si fosse tanto infuriato a tavola con il fratello di Francesco De Angelis, plenipotenziario del Pd a Frosinone, e con il sindaco di Giuliano di Roma. A oltre 50 giorni dal “fattaccio” che è stato reso noto da il Foglio, la frase «Inginocchiatevi o vi sparo» pronunciata da Ruberti all’indirizzo di Vladimiro De Angelis e di Lampazzi non è diventata solo un meme utilizzato dal centrodestra contro la campagna elettorale di Enrico Letta.


Le parole dell’ex capo di gabinetto di Gualtieri sono state prese dalla Procura di Frosinone quale punto di partenza delle indagini, volte a capire se, oltre al mero diverbio calcistico addotto da Ruberti come motivo della lite, ci fossero altri elementi da chiarire. Mentre le indagini cercano di fare luce sui fatti e la stessa Procura ha rinviato a metà settembre l’audizione di Ruberti, ipotizzando per lui il reato di minacce, ad alludere a un ricatto con riferimento al video della lite è oggi Sara Battisti, compagna di Albino Ruberti e presente alla cena del 1 giugno. In un’intervista rilasciata al Corriere della Sera, la consigliera laziale del Pd solleva il dubbio che lo scandalo sia stato «costruito ad arte per colpire qualcun altro. Qualcuno, magari, persino del mio partito», si spinge a ipotizzare la consigliera.


I retroscena della cena a Frosinone

Battisti ammette che, durante la cena, i toni si sarebbero accesi parlando anche delle future elezioni regionali: «C’erano diversità di vedute tra noi “zingarettiani” che sosteniamo Enrico Gasbarra e chi, invece, voleva appoggiare la candidatura che c’era appena stata di Daniele Leodori» (i due erano in lizza per la successione a Nicola Zingaretti in Regione Lazio). Proprio ieri, 26 agosto, La Verità e Il Fatto quotidiano hanno pubblicato i messaggi che il compagno di Battisti, Ruberti, e Francesco De Angelis si erano scambiati su WhatsApp dopo la lite del 1 giugno a Frosinone. «Quello che è successo stasera non va bene, come non va bene la presenza di Leodori. Così si gioca sporco. Sara non lo merita. Io non sarò neutrale», aveva scritto Ruberti, che poi aveva aggiunto «Da oggi faccio solo cose per Sara e che mi dice Sara. Andate a chiedere a Zingaretti, Leodori, Buschini. Io mi occupo solo di Roma e di quello che mi pare. Con me non si può giocare, per me esiste solo essere diretti».

Il consigliere regionale Mauro Buschini aveva fatto campagna elettorale insieme a Battisti nel 2018, ma poi, oltre ad aver dovuto rinunciare alla presidenza del consiglio regionale per lo scandalo Allumiere, sarebbe entrato in rotta di collisione con De Angelis sul piano personale. Alla domanda, rivolta dal giornalista del Corriere a Battisti, se fosse sorto dell’astio anche con Ruberti, dopo che Buschini aveva minacciato di «non portare neanche un voto a Sara», Battisti nega e parla di una «ricostruzione che non sta in piedi. Da quando Albino ha lasciato la Regione non si vede più con Mauro», ha sottolineato.

I dubbi di Battisti

Negando, oltretutto, le illazioni sulle presunte campagne elettorali organizzate tra i vertici regionali democratici di Roma e Frosinone, miranti a scambi di voti e di polizze assicurative. La Procura di Frosinone, in effetti, aveva acquisito anche gli atti sulle polizze stipulate dall’Asl ciociara con Vladimiro De Angelis, fratello di Francesco e broker assicurativo, con le relative proroghe senza gara: documenti su cui l’assessore regionale alla sanità Alessio D’Amato si era affrettato a dire che era tutto in regola. Come ribadisce la stessa Battisti al Corriere, «sono stati già fatti controlli, è tutto regolare. Non siamo noi a tramare».

Quanto poi alla frase incriminata di Vladimiro De Angelis, «Me te compro», per la compagna di Ruberti sarebbe stato «un modo di dire» per placare la lite scoppiata, nel frattempo, tra l’ex capo di gabinetto e Adriano Lampazzi. «Tutto il resto è inventato di proposito. Anzi spero che, se ci sono altri video, vengano fuori così si chiarisce la verità», dice Battisti. Che alla luce del polverone sollevato dopo quel diverbio del compagno, insinua il dubbio di un complotto ordito dagli alleati di partito: «Leggo che l’ex sindaco di Frosinone dice di aver visto il video. E che avevano provato a darlo anche a ”loro”, e mi domando chi? A che scopo? E se penso che può essere qualcuno del mio partito qualche domanda me la faccio…».

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