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Taglio dell’Iva e fondi per la cassa integrazione: il governo cerca 15 miliardi contro l’aumento del prezzo del gas

28 Agosto 2022 - 08:53 Redazione
epa04978819 A gas pressure-gauge of the gas-compressor station in Mryn village, about 130 km of Kiev, Ukraine, 15 October 2015. Russia's state-run natural gas export monopoly, Gazprom, resumed deliveries to Ukraine after a 234-million-dollar prepayment, Gazprom's head Alexei Miller told journalists. 'Ukraine has requested the maximum supply regime of 114 million cubic metres per day,' Miller said, according to the Interfax news agency. Russia cut off its deliveries to Ukraine in July after the sides failed to agree on pricing, but a deal was clinched last month for supplies for the upcoming winter. Ukrainian state gas company Naftogaz agreed to buy the supplies for 232 dollars per thousand cubic metres between 01 October and 31 March - down from a contractual price of 251 dollars. Cash-strapped Ukraine has been heavily dependent on energy from Russia and is also a key transit country for gas to Western Europe. The European Union brokered the deal amid strains about the conflict in eastern Ukraine.  EPA/ROMAN PILIPEY
Due decreti interministeriali sarebbero già pronti per garantire a piccole e medie imprese e aziende energivore pacchetti di energia a costo calmierato
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Il prezzo del gas continua a salire, facendo registrare record su record. A pagarne le spese sono imprese e famiglie che ogni mese devono fare i conti con bollette sempre più pesanti. Per questo motivo, come riporta la Repubblica, su indicazione del premier Mario Draghi si sta cercando di preparare un nuovo intervento di emergenza dal valore di 10-15 miliardi che permetta di agire in modo concreto. Una misura che non solo aiuterebbe a superare questo periodo di crisi, ma che eviterebbe di ridurre l’efficacia dei 45 miliardi di aiuti già messi in campo nei mesi passati. Il problema, però, è sempre lo stesso: dove trovare questo denaro senza fare scostamenti di bilancio? È vero che lo Stato continua a incassare più del previsto, in particolare dall’Iva, ma gli incassi da extraprofitti sono aleatori e già a inizio agosto si è sfruttato tutto il margine della prima metà dell’anno. E poi, come verrebbero distribuiti?

Alle imprese manca liquidità, ma bisognerebbe abbassare i costi delle bollette. Si potrebbero azzerare gli oneri di sistema sul gas o abbassare ancora l’Iva. Senza dimenticare la benzina e i fondi per la cassa integrazione straordinaria. La prima risposta, il punto di partenza, potrebbe essere di tipo strutturale come il tetto al prezzo del gas. Oppure lo sganciamento dei prezzi dell’elettricità prodotta da altre fonti che non siano gas. Due decreti interministeriali sarebbero già pronti per garantire a piccole e medie imprese e aziende energivore pacchetti di energia a prezzi calmierati. Da domani, Palazzo Chigi sarà al lavoro per un decreto che potrebbe diventare un emendamento al dl Aiuti che è già in conversione in Parlamento.

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