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Iraq, caos a Baghdad: razzi sulle sedi dei partiti filo-iraniani. Al Sadr ai suoi sostenitori: «Ritiratevi entro un’ora»

Le tv irachene e panarabe mostrano immagini di combattenti a bordo di camionette su cui sono montati mitragliatori di grosso calibro. La Farnesina: «Fermare escalation pericolosa»

Il leader sciita iracheno Moqtada al Sadr ha ordinato ai suoi seguaci armati di ritirarsi entro un’ora dalle strade dentro e attorno alla Zona Verde di Baghdad. Nel comunicato diffuso dall’ufficio dell’ex capo politico si intima ai miliziani sadristi di mettere fine agli scontri violenti che dalla giornata di ieri, 29 agosto, hanno invaso la capitale irachena provocando morti e feriti. Sadr ha poi confermato la decisione, annunciata già poco prima degli scontri, di «ritirarsi definitivamente dalla vita politica». Mortai, lanciarazzi, razzi Katyuscia e missili Grad. Queste le armi pesanti utilizzate negli scontri attorno alla Zona Verde di Baghdad, l’area che ospita i palazzi governativi, le sedi delle ambasciate, gli uffici dell’Onu e di organizzazioni internazionali, il simbolo quindi della presenza internazionale in città. A riferirlo sono le tv irachene e panarabe che da ieri 29 agosto continuano a mostrare immagini di combattenti a bordo di camionette su cui sono montati mitragliatori di grosso calibro. Gli scontri vedono da una parte i miliziani sciiti filo-iraniani dei partiti armati sostenuti dall’ex premier Nuri al Maliki e dall’altra i sadristi, sostenitori del leader sciita Moqtada al-Sadr, che ieri ha ufficializzato il suo ritiro dalla politica.


Una decisione che ha scatenato la ribellione dei suoi seguaci in protesta contro gli sciiti filo iraniani e che ha provocato dopo poco l’assalto al palazzo presidenziale. Nella notte, sedi dei partiti armati sciiti filo-iraniani sono stati presi di mira con lanciarazzi e Katyuscia. Le fonti di stampa locali al momento contano almeno 27 manifestanti uccisi e 400 persone ferite. La tv irachena al Iraqiya riporta la notizia di almeno tre poliziotti uccisi, precisando che si tratta però di un bilancio ancora non confermato dal ministero degli interni e da altre fonti istituzionali.


«La tranquillità nazionale in Iraq sia preservata per vie legali»

«Sono profondamente turbato dalla nuova spirale di violenza in Iraq all’indomani degli scontri che finora hanno fatto almeno 32 morti a Baghdad tra le file dei sostenitori del leader sciita Moqtada al-Sadr», ha detto il premier del Kurdistan iracheno Masrour Barzani. «Ho parlato con il premier Mustafa Al-Kadhimi per sottolineare che siamo pronti ad aiutare a ristabilire la pace e la stabilità per tutto il Paese. E’ il momento per un dialogo pieno e franco sulle questioni profonde e serie che affronta il Paese», ha continuato Barzani. «Dobbiamo essere abbastanza coraggiosi da riconoscere le reciproche differenze e accettare che la situazione in cui tutti ci troviamo ora richiede una soluzione duratura».

A intervenire è stato anche il ministro degli Esteri della Repubblica islamica Hossein Amirabdollahian, durante un incontro a Teheran con l’omologo iracheno Fuad Hussein. «La tranquillità e la solidarietà nazionale in Iraq sia preservata attraverso vie legali» ha detto, «è necessario che le questioni interne siano risolte in ambito legale e senza che sia danneggiata l’autorità del governo» ha sottolineato parlando con l’omologo iracheno che ha espresso gratitudine per l’approccio di Teheran riguardo agli sviluppi a Baghdad. «La sicurezza dell’Iran e dell’Iraq sono legate», ha detto Hussein affermando che l’Iraq non permetterà mai che il suo territorio venga utilizzato per portare avanti minacce contro l’Iran.

L’appello della Farnesina: «Si ponga fine a pericolosa escalation»

Intanto l’Italia ha espresso forte preoccupazione per i disordini in corso nella capitale irachena. «Ci sono state vittime e feriti, l’appello a tutte le parti interessate è alla moderazione affinché si ponga fine senza ritardo ad una pericolosa escalation», ha scritto la Farnesina in una nota. «Il diritto di manifestare liberamente il proprio dissenso non può tradursi in violenza e scontri», continua il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, «è necessario che tutte le istituzioni rappresentative possano funzionare regolarmente nel rispetto della Costituzione e della legge irachena e nell’interesse di tutta la popolazione».

«Si rischia blocco aeroportuale»

Secondo quanto riferito dall’agenzia di notizie irachena Nina, per ora l’aeroporto internazionale di Baghdad è rimasto aperto e i voli di linea continuano a partire e ad atterrare senza senza variazioni.
«Si tratta però di una situazione estremamente volatile», aggiunge, «che potrebbe cambiare nel corso delle ore». L’agenzia di stampa riferisce inoltre che molti passeggeri in partenza da Baghdad ma provenienti da altre regioni dell’Iraq temono di non riuscire ad arrivare allo scalo aereo a causa del coprifuoco e dei blocchi stradali. Così come i passeggeri in arrivo a Baghdad temono di rimanere bloccati in aeroporto.

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