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Hillary Clinton e Giorgia Meloni premier: «Una rottura, ma l’Italia non deve cedere ai populismi»

L’ex sottosegretaria di Stato: pericolo Putin, la Russia vuole interferire sulle elezioni

L’ex First Lady della Casa Bianca e sottosegretaria di Stato Hillary Clinton parla delle elezioni in Italia. Ospita alla Biennale di Venezia per i premi del design che consegnerà la sua associazione no profit, Clinton parla con Corriere della Sera e Repubblica dell’attualità politica estera e italiana. Partendo da Giorgia Meloni premier: «L’elezione della prima premier in un Paese rappresenta sempre una rottura col passato, ed è sicuramente una buona cosa. Però poi, come per ogni leader, donna o uomo, deve essere giudicata per quello che fa. Non sono mai stata d’accordo con Margaret Thatcher, ma ho ammirato la sua determinazione. Chiaramente poi si votano le idee».


Putin, Trump e l’aggressione delle libertà

Ma per italiani e americani presto al voto hanno un compito: «Devono rendersi conto che ci sono forze molto potenti che cercano di dominare non solo la politica, ma anche la cultura. Il tipo di politico che di solito va d’accordo con queste forze è il demagogo». Per ora, non nomina mai Trump. «II demagogo è colui che sa attirare l’attenzione con insulti e frasi scioccanti: gli elettori pensano che sia un uomo più autentico ma si tratta di pura performance».


I pericoli sono interni ed esterni: «Per esempio, fuori abbiamo la Russia che interferisce nelle elezioni, sceglie i candidati, i partiti, usa gli attacchi cibernetici, ruba documenti per cercare di far eleggere nel mondo le persone che potrebbero essere a favore di Putin». Nessuno sconto per il leader del Cremlino che definisce killer, come ha fatto Joe Biden nel 2021. «Quell’uomo vuole ricostruire l’impero russo con lui al centro, come fosse Pietro il Grande. Gorbaciov era diversissimo, sia Ronald Reagan che il primo Bush dicevano che con lui si poteva dialogare».

Per la Clinton «più confusione c’è, più è facile per i demagoghi dire “seguite me e tutto sarà risolto”. Il populismo porta con sé però un grande pericolo». Ovvero «l’aggressione delle libertà, perché il populismo vuole che tu sia d’accordo con lui, non desidera che tu pensi liberamente. Non tollera il dissenso. Per questo il populismo degenera spesso a destra nel fascismo ed a sinistra nel totalitarismo. È dunque importante che i cittadini delle nostre democrazie non si facciano ingannare dai demagoghi. Anche se, ammetto, è facile cedere alla tentazione di dire che un leader, “lui” o “lei” che sia, è “forte” e va seguito, o seguita, senza pensare».

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