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Ue verso il price cap, Medvedev rincara le minacce russe: «Così resterete senza gas e petrolio russo». Dal G7 ok al tetto sul greggio

Gazprom è pronta a consegnare di nuovo attraverso Nord Stream 1. Ma il Cremlino avverte: «È in funzione solo una turbina. Fate voi i conti». Intanto i ministri delle Finanze del G7 approvano un price cap sul petrolio russo a partire dal 5 dicembre

Se come rilanciato ancora oggi 2 settembre da Ursula von der Leyen i Paesi europei approveranno l’introduzione di un tetto al prezzo per l’acquisto di gas dalla Russia, questo «semplicemente non ci sarà più». Ad affermarlo è Dmitry Medvedev, vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo citato da Tass, che ha assicurato che «sarà come per il petrolio: non ci sarà più gas russo in Europa». Una risposta arrivata poco dopo l’invito che la presidente della Commissione europea von der Leyen ha rivolto ai Paesi europei a margine della giornata di clausura dell’Unione in Baviera: «Sono della ferma convinzione che è tempo di un tetto al prezzo del gas dai gasdotti russi in Europa». Intanto, questo pomeriggio i Paesi del G7 hanno approvato l’introduzione di un price cap per gli acquisti globali di petrolio dalla Russia. Gli Usa, scrive Bloomberg, sperano in questo modo di allentare la pressione sul mercato dell’energia e tagli i ricavi di Mosca. I ministri delle Finanze del G7 si sono accordati sulla data di avvio della misura, che dovrebbe essere il 5 dicembre, ma non hanno ancora stabilito il limite di prezzo, che sarà fissato congiuntamente dai Paesi che aderiranno. Ora la palla passa all’Unione europea, che deve renderlo operativo.


Domani, 3 agosto, il colosso russo Gazprom dovrebbe riprendere le consegne di gas alla Germania attraverso il gasdotto Nord Stream 1. Lo scrive il tedesco Spiegel, parlando di segnali che confermerebbero quanto annunciato nella pagina web della società. Le indicazioni non sarebbero comunque vincolanti. Le consegne di gas erano state fermate mercoledì scorso da Gazprom per «motivi tecnici». Il fatto che ora dovrebbero ricominciare ha fatto crollare il prezzo del gas del 15%. Tuttavia, a mantenere tesi i rapporti ci pensa Dmitry Peskov. Il portavoce del Cremlino, infatti, ha detto che l’affidabilità del gasdotto Nord Stream è minacciata a causa della mancanza di dotazioni tecnologiche e che quindi potrebbe avvenire un altro intoppo. «Non ci sono riserve tecnologiche, è in funzione solo una turbina. Quindi fate voi i conti».


La decisione del G7 sul petrolio

Come previsto i ministri delle finanze del G7 hanno approvato il piano che prevede di fissare un tetto al prezzo del petrolio che proviene dalla Russia. Lo riporta l’agenzia Bloomberg. «Confermiamo la nostra comune intenzione politica di finalizzare e attuare un divieto globale di servizi che consentono il trasporto marittimo di petrolio russo e prodotti petroliferi a livello globale», spiega un comunicato. «La fornitura di tali servizi sarà consentita solo se il petrolio sarà acquistato al prezzo fissato o al di sotto di tale prezzo (il cosiddetto price cap, ndr) determinato da un’ampia coalizione di Paesi che aderiscono al tetto e lo attuano», prosegue il comunicato. L’intenzione dei ministri è quella di rendere operativo il tetto nello stesso giorno (il 5 dicembre) in cui partiranno le sanzioni Ue sul petrolio russo. Per il momento i confini del tetto non sono stati fissati, perché saranno stabiliti da tutta la coalizione che lo applicherà, sulla base di input tecnici. «Il prezzo sarà comunicato pubblicamente in modo chiaro e trasparente», concludono i ministri.

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