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Il ricatto del Cremlino: «Stop al gas per l’Europa finché restano le sanzioni»

Il portavoce della presidenza russa Dmitry Peskov attribuisce la responsabilità dello stop del Nord Stream alle sanzioni occidentali, che impedirebbero la manutenzione del gasdotto

Il ricatto russo a spese dell’Unione Europea è ormai esplicito. I problemi con le forniture di gas attraverso il Nord Stream continueranno fino alla revoca delle sanzioni, che impedirebbero la manutenzione dei macchinari del gasdotto. Lo ha dichiarato il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, citato dall’agenzia russa Interfax. A Peskov è stato chiesto se fosse possibile affermare che la questione del pompaggio del gas attraverso Nord Stream dipende completamente dalle sanzioni e che le forniture riprenderanno solo se queste saranno rimosse o attenuate. «Certamente – ha risposto il portavoce di Mosca – Sono proprio le sanzioni che impediscono la manutenzione delle unità, che impediscono il loro spostamento senza adeguate garanzie legali, che impediscono queste garanzie legali e così via. Sono queste sanzioni che gli Stati occidentali hanno imposto che hanno portato la situazione a quello che stiamo vedendo ora».


Il riferimento è all’ulteriore stop al gasdotto annunciato da Gazprom venerdì scorso. La compagnia russa, sul suo canale Telegram, aveva comunicato di aver individuato alcune perdite di olio durante i lavori di manutenzione in corso alla stazione di compressione di Portovaya, che già avevano comportato la chiusura dei flussi verso l’Europa dal 31 agosto a domani 3 settembre. Annunciando l’interruzione delle forniture a tempo indeterminato. «I guasti e danni individuati non consentono un’operatività sicura ed esente da problemi del motore della turbina». Per questa ragione, «il trasporto di gas è stato completamente fermato» e non ripartirà fino a quando i problemi «non saranno eliminati», aveva scritto Gazprom a mercati chiusi, scatenando le reazioni dell’Ue e della Siemens, costruttrice della turbina, che hanno giudicato pretestuoso lo stop del gasdotto. «Riscontrare un problema di questo tipo non costituisce una ragione tecnica per fermare il funzionamento», aveva commentato l’azienda.


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