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Colloquio von der Leyen-Zelensky, l’Ue rassicura Kiev: «Avanti con le sanzioni». E si riaccende il dibattito tra i leader a Cernobbio

04 Settembre 2022 - 14:41 Ygnazia Cigna
epa09878936 A handout photo made available by Ukrainian Presidential Press Service shows EU Commission President Ursula von der Leyen (L) shakes hands with Ukrainian President Volodymyr Zelensky (R), during their meeting in Kyiv (Kiev), Ukraine, 08 April 2022. Von der Leyen and Borrell arrived to Ukraine amidst the Russian invasion.  EPA/UKRANIAN PRESIDENTIAL PRESS SERVICE / HANDOUT  HANDOUT EDITORIAL USE ONLY/NO SALES
Al centro della telefonata anche l'ingresso di Kiev nell'Unione europea e gli aiuti economici in arrivo da Bruxelles
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La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, e il presidente ucraino Volodymyr Zelensky hanno avuto un colloquio oggi, 4 settembre. Nel corso della telefonata si è parlato degli aiuti economici dell’Ue a Kiev e dell’«ottavo pacchetto di sanzioni, compreso il divieto di rilasciare visti ai cittadini russi». A riferirlo è lo stesso Zelensky sui suoi canali social. Secondo quanto spiegato dal presidente ucraino, è stato affrontato anche il tema dell’iter di ingresso di Kiev nell’Unione europea, ed è stata presa in considerazione «la possibilità di una rapida valutazione da parte della Commissione Ue non appena l’Ucraina avrà soddisfatto le sue sette raccomandazioni». Von der Leyen e Zelensky hanno poi delineato «le misure per limitare i profitti della Russia dalla vendita di petrolio e gas».

Lo scontro sulle sanzioni nella politica italiana

Il tema delle sanzioni è finito anche al centro del dibattito politico italiano, in vista delle elezioni del 25 settembre. Matteo Salvini ha così replicato al Forum di Cernobbio a chi lo accusava di essere contrario alle sanzioni: «Andiamo avanti con le punizioni per l’aggredito ma proteggendo i nostri lavoratori. Vincere le elezioni ereditando un Paese in ginocchio non sarebbe una grande soddisfazione». Poi ha aggiunto: «Non mi arrendo a chi entra coi carri armati in un altro Paese, ma da futura forza di governo mi domando se quello che stiamo facendo serva a danneggiare chi vogliamo danneggiare». Parole che non sono piaciute a Enrico Letta. Il segretario del Pd ha commentato: «La nostra Europa è quella della foto di Kiev, dove Italia, Germania e Francia sono l’Europa. Noi non discutiamo con l’Europa, siamo l’Europa. Penso che se l’Italia ha un governo che sta nella Serie A con Francia, Germania, Spagna, Bruxelles è meglio. Se andrà con la serie B Polonia, Ungheria credo che sarà peggio per il Paese». Anche Giorgia Meloni è intervenuta sul tema, parlando di conseguenze negative nel caso in cui l’Italia si sfilasse dalle sanzioni contro la Russia e dalla vendita di armi: «Per l’Ucraina non cambia niente, ma per noi sì», ha detto la presidente di Fratelli d’Italia, secondo cui è una questione di «credibilità», ma anche «economica».

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