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Calenda ha ragione: Alitalia è costata 11 miliardi di euro allo Stato

La cifra riportata dal leader di Azione è corretta

Il 4 settembre, ospite al Forum Ambrosetti di Cernobbio, il leader di Azione Carlo Calenda ha criticato la gestione dello Stato di Alitalia, dicendo che negli anni la compagnia aerea «è costata 11 miliardi di euro» in interventi pubblici. Abbiamo verificato e la cifra citata da Calenda è corretta.

La versione originale di questo articolo è stata pubblicata il 7 settembre 2022 sul sito di Pagella Politica. Clicca qui per scoprire tutti i fact-checking, divisi per politici e partiti.

Per chi ha fretta

  • Carlo Calenda (Azione) afferma che «Alitalia pubblica è costata 11 miliardi di euro».
  • Tra il 1974 e il 2019, lo Stato italiano ha stanziato risorse pari a circa 11 miliardi di euro per mantenere operativa la compagnia aerea, quasi sempre in perdita dai primi anni Novanta in poi.
  • Il leader di Azione ha citato una cifra corretta.

Analisi

Alitalia è stata la compagnia di bandiera dell’Italia, dal 1946 al 2021, quando il suo ruolo è stato preso dalla nuova società Ita Airways. Nei decenni, la gestione di Alitalia è stata caratterizzata da forti perdite economiche, con diversi interventi da parte dello Stato per mantenere la compagnia aerea operativa. Alla fine del 2018, l’Osservatorio conti pubblici dell’Università Cattolica di Milano, elaborando i dati dei bilanci di Alitalia, ha spiegato che la società ha chiuso quasi tutti gli anni in perdita a partire dall’inizio degli anni Novanta in poi. Dal 1974 (primo anno per cui sono a disposizione i dati) al 2017, gli oneri lordi a carico dello Stato, ossia l’insieme delle risorse pubbliche stanziate a favore di Alitalia, hanno raggiunto un valore pari a 10,6 miliardi di euro, a cui vanno sommati altri 400 milioni di euro arrivati nel 2019. In totale, si tratta di una cifra pari a circa 11 miliardi di euro, il numero correttamente citato da Calenda a Cernobbio.

La metà di queste risorse è stata stanziata dal 2008 in poi. «Ciò evidenzia bene – sottolinea l’Osservatorio dei conti pubblici – come il rapporto tra la compagnia e lo Stato non si sia affatto interrotto dopo la privatizzazione», arrivata in quell’anno. Il costo dello Stato scende un po’ se si prendono in considerazione i cosiddetti “oneri netti”, calcolati togliendo agli oneri lordi visti sopra i proventi per lo Stato, arrivati per esempio con la vendita di azioni e obbligazioni. Secondo i calcoli dell’Osservatorio dei conti pubblici, tra il 1974 e il 2017 gli oneri netti per lo Stato si sono aggirati nel complesso intorno ai 9,4 miliardi di euro

Anche Ita Airways ha spiccato il volo grazie al sostegno pubblico. A maggio 2020, il secondo governo Conte aveva previsto risorse per 3 miliardi di euro per la nuova compagnia di bandiera, poi scesi nel 2021 a 1,3 miliardi di euro dopo un accordo con l’Unione europea. Lo scorso 31 agosto il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha annunciato di aver avviato un negoziato in esclusiva per vendere Ita Airways a un consorzio formato dal fondo statunitense Certares, e dalle compagnie aeree Delta Air Lines e Air France-Klm. Questa decisione è stata criticata soprattutto da Fratelli d’Italia.

Conclusioni

Secondo Carlo Calenda, «Alitalia pubblica è costata 11 miliardi di euro». Abbiamo verificato e la cifra indicata dal leader di Azione è corretta. Tra il 1974 e il 2019, lo Stato italiano ha stanziato risorse pari a circa 11 miliardi di euro per mantenere operativa la compagnia aerea, quasi sempre in perdita dai primi anni Novanta in poi.

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