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Trento, decine di contestatori al comizio di Giorgia Meloni: «Buffona, fascista»

La presidente di Fratelli d’Italia ha reagito alle proteste attaccando più volte il centrosinistra: «Non avete argomenti»

Si è concluso il comizio elettorale di Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia, in piazza Maria Maggiore, a Trento. Ad assistere, però, non solo i suoi sostenitori muniti di bandiere di partito e tricolori, ma anche un gruppo abbastanza gremito di manifestanti che, oltre le fila di forze dell’ordine schierate, hanno contestato la presidente di Fdi durante tutta la sua arringa elettorale. Rimanendo sempre pacifici, poche decine di persone, soprattutto giovani, hanno ribattuto alle argomentazioni di Meloni dal palco. All’insistenza della leader sulla difesa dell’interesse nazionale italiano, troppe volte piegato agli interessi dell’Unione Europea, ma anche della Francia o della Germania, i contestatori hanno chiesto ironicamente di riprendersi la «Corsica, la Monnalisa e Fiume». Poi, tra bandiere arcobaleno e dell’Unione europea, alcune appese anche ai balconi che affacciano sulla piazza, sono partiti diversi cori, da Bella ciao a «Siamo tutti antifascisti». Il clima non è mai stato di tensione, a parte quando un signore con in mano una bandiera italiana ha provato infastidito a farli desistere dal cantare, ma è finito per essere lui allontanato e identificato dalla polizia, che stava accusando di «non fare il proprio dovere».


La replica di Meloni

Tant’è che Meloni stessa si è più volte rivolta ai manifestanti direttamente dal palco, servendosi della contestazione per attaccare il centrosinistra, «amico dei banchieri» e fautore di una politica migratoria disastrosa: «Cari compagni, l’immigrazione va governata con il decreto flussi per far entrare le persone legalmente, come si fa in altri Paesi. Non alimentare un sistema illegale che fa l’interesse degli scafisti. L’immigrazione illegale fa gli interessi del grande capitale. Che brutta fine avete fatto. Se vuoi entrare in Italia, lo fai legalmente nel rispetto delle regole dello Stato italiano. La nostra visione è molto più umana della vostra», ha detto. E mentre volavano insulti («buffona», «fascista», «serva dei padroni»), la leader di Fdi ha aggiunto: «Non hanno molti argomenti (riferendosi in generale alla sinistra, ndr), quindi insultano, instaurano questo clima di odio e violenza. La verità è che la sinistra in questo Paese ha un’egemonia non culturale, ma di potere, che ha paura di perdere. Ma questa egemonia ha soffocato la nazione». Poi ha concluso rivolgendosi di nuovo ai contestatori, ringraziandoli ironicamente di aver «animato» la piazza.


La lettera alla sede di Fdi

Le proteste arrivano il giorno dopo che, proprio nella sede di partito del capoluogo trentino, è stata recapitata una lettera firmata “Nuove-Br Tn” contenente minacce di morte nei suoi confronti. «A quelli che ci minacciano diciamo che noi non smetteremo di stare in mezzo alla gente, noi facciamo politica così. Non ci facciamo spaventare, né intimidire, ma mi sembra il risultato di una campagna elettorale molto aggressiva che i nostri avversari stanno facendo per assenza di argomenti», ha subito detto Meloni, cogliendo l’occasione per attaccare Enrico Letta: «Il segretario del Pd non ha ritenuto di fare nemmeno una riga di solidarietà di condanna. Noi, invece, a parti invertite non avremmo esitato un minuto», ha aggiunto durante il suo discorso, trasmesso anche in diretta Facebook.

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