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Venezia, la dedica di Luca Guadagnino a Jafar Panahi prigioniero in Iran: «Viva la sovversione Questo premio è per lui» – Il video

Il cineasta italiano ha conquistato il Leone d’argento per la miglior regia con “Bones and all”. Panahi e il collega Rasolouf sono stati arrestati dal governo iraniano a causa delle loro pellicole

«Fare film è sempre stata la mia vita. Da quando avevo 8 anni e facevo i primi esperimenti. L’ho sempre fatto in libertà e nel rischio». Il regista italiano Luca Guadagnino sale sul palco della Sala Grande di Venezia durante la cerimonia di chiusura per ricevere il premio Leone d’argento per la migliore regia. Ha partecipato alla Mostra del Cinema con Bones and all, una coraggiosa storia d’amore tra cannibali. Ma il coraggio più grande da dover celebrare secondo il regista è quello dei colleghi attualmente arrestati in Iran a causa delle loro pellicole. «Voglio dedicare questo premio a Jafar Panahi e Mohammad Rasoulof che sono stati arrestati dal governo iraniano per sovversione», ha detto Guadagnino davanti a tutta la platea. «Viva a loro, viva alla sovversione e viva il cinema». Jafar Panahi è diventato il terzo regista ad essere arrestato in Iran in meno di una settimana dopo Mohammad Rasoulof e Mostafa Aleahmad. Arrestato a Teheran il 5 settembre scorso, si era recato all’ufficio del pubblico ministero per controllare la situazione del regista Mohammad Rasoulof, il collega vincitore dell’Orso d’Oro nel 2020 per There Is No Evil. Insieme a Mostafa Aleahmad sono tenuti prigionieri con l’accusa di aver tentato di «infiammare e interrompere la sicurezza psicologica della comunità». Il regista italiano ha dedicato l’importante riconoscimento ai colleghi e ringraziato chi lo ha premiato: «Alla giuria per aver dimostrato che esiste ancora spazio per i mostri».


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