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Lo chef Teutonico: «Vi spiego come per risparmiare gas si può cucinare con il ferro da stiro o la lavastoviglie»

Bisogna sfruttare il calore degli altri elettrodomestici. E non solo: si può usare anche il cruscotto dell’auto o la marmitta di una moto

Lo chef Sergio Maria Teutonico dà ragione al collega Antonio Colonna (e torto a Parisi) sulla cottura della pasta a fuoco spento: «Il sapore è diverso. Ma si può abbassare la fiamma, questo sì». Ma in un’intervista all’edizione romana di Repubblica propone anche altri metodi per risparmiare. Sfruttando il calore generato da altri elettrodomestici rispetto al fornello. Le sue ricette per risparmiare gas si trovano nel libro “Il pollo, il cuoco e la motocicletta” datato 2011. Nel quale racconta di aver utilizzato il cruscotto dell’auto, il ferro da stiro, la marmitta di una moto o la lavastoviglie. «Il concetto qual è? Prendo l’alimento, salmone o petto di pollo per esempio, lo condisco e poi lo isolo in sottovuoto, chiudendolo in modo che sia protetto dagli altri elementi in lavastoviglie. Lo metto in cottura e lo lascio lì. La cottura può essere a bassa temperatura, se il ciclo è sufficientemente lungo e la temperatura bassa, oppure si può fare anche una cottura espressa».


L’altra alternativa è l’utilizzo dei barattoli. Ovvero la vasocottura per fare creme inglesi o la besciamella. Lo chef suggerisce anche una ricetta veloce: «Involtini di pollo. Fette non troppo spesse, mi raccomando, 8 per 4 persone. Dentro ci possiamo mettere prosciutto, un pomodoro, un po’ di peperoni e le erbe, dal rosmarino al timo. Poi olio, sale e pepe. Inseriamo tutto in 4 buste sottovuoto resistenti al calore, le battiamo con il batticarne e le mettiamo in lavastoviglie». Altrimenti si può usare il cruscotto dell’automobile: «Ci ho cucinato sopra le meringhe: un profumo incredibile, altro che arbre magique». Oppure, conclude, si può costruire un forno solare: «Ci vogliono due cartoni con sopra un vetro esposto al sole, una volta ci ho cucinato una rollata di pollo farcita. Mi permetta di fare un’ultima considerazione. Ci dovrebbero essere delle precise politiche governative per capire come le persone possono arrivare a fine mese, senza doverle obbligare a rinunciare a un piatto di pasta».


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