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Contatori intelligenti: come funziona la stretta obbligatoria sull’elettricità nelle case e perché sarà il nuovo governo ad attuarla

Il depotenziamento nel piano Ue sul taglio dei consumi obbligatorio. Il 30 settembre arriverà l’approvazione. Perché tenere accesi forno, lavatrice e tv insieme diventerà molto complicato.

L’attuazione del piano europeo per il razionamento dell’elettricità e del gas spetterà al nuovo governo. Mentre è sempre più probabile che la stretta arrivi attraverso i contatori intelligenti. Che però devono ricevere un aggiornamento del software. Una volta attuato – potrebbero volerci fino a un paio di mesi – sarà molto difficile tenere accesi contemporaneamente forno, lavatrice e tv senza far “scattare” la corrente. Ma intanto il centrodestra sale sulle barricate. Fratelli d’Italia chiede di intervenire nel pubblico prima che nel privato. E di parlare prima dell’accordo privilegiato tra Gazprom e la Germania. Che «consente ai tedeschi di pagare un terzo del prezzo del gas». Mentre la Lega sostiene che il vero problema sono i prezzi. E che con il razionamento il costo dell’elettricità non diminuirà.


La proposta di regolamento

Intanto la bozza del piano Ue sul taglio dei consumi obbligatorio è diventata una proposta di regolamento. Il Collegio dei Commissari lo ha adottato confermando che i paesi Ue dovranno seguire regole ben precise. Il taglio dell’elettricità sarà infatti vincolante per la quota del 5% delle ore di punta. Che dovranno costituire almeno il 10% delle ore giornaliere di consumo. Con l’obiettivo di arrivare a una riduzione mensile del 10%. Il 30 settembre il consiglio dei ministri dell’energia, convocato in via straordinaria, approverà le misure. Ma, è questa la prima novità, non sarà il governo Draghi ad approvarlo. Un retroscena di Repubblica spiega oggi che il piano si dovrà definire nelle settimane post-elezioni. E l’attuale esecutivo è pronto a impostarlo. Ma l’approvazione spetterà alla nuova maggioranza che uscirà dalle urne il 25 settembre.


E qui già sorge un primo problema. Perché nel frattempo il centrodestra è già salito sulle barricate. Il senatore di Fdi Giovanbattista Fazzolari, responsabile del programma del partito di Giorgia Meloni, ha detto che prima di intervenire sul privato bisogna agire sul pubblico: «Penso allo spreco di elettricità dei comuni, ad esempio ai lampioni accesi anche di giorno». In realtà queste misure si trovano già nel piano di Cingolani. Ma secondo Fazzolari prima di risparmiare elettricità bisogna parlare all’accordo privilegiato con Gazprom per cui la Germania paga un terzo il prezzo del gas. «Perché questi argomenti sono un tabù. Sa, l’idea – dice a Repubblica il senatore – che siccome non riesce a fare il price cap e il disallineamento dei costi di gas e energia, l’Ue stacca la luce è un po’ fastidiosa. Insomma, l’idea della limitazione dei consumi non sarebbe uno scandalo, fa arrabbiare se altre soluzioni non vengono praticate perché “l’Europa di serie A” non lo consente».

Come funziona la stretta attraverso i contatori intelligenti

La Lega, invece, per bocca dell’ex sottosegretario Edoardo Rixi sostiene che questa soluzione non diminuirà i prezzi: «La verità è che l’Europa può imporre quello che vuole ma o lo Stato si accolla parte del debito, o il danno lo subiranno famiglie e imprese». Intanto il Corriere della Sera fa sapere che per imporre la stretta bisognerà aggiornare i software di gestione degli smart metering. Ovvero i sistemi che consentono la telelettura e la gestione a distanza dei contatori. Finora il depotenziamento è stato appannaggio delle utenze individuali. Lo si decide su richiesta del cliente che vuole pagare meno l’elettricità. Oppure quando le aziende che forniscono energia decidono di attuarlo sull’utenza di un cittadino moroso o inadempiente.

In questi casi il cliente viene avvertito due volte a distanza di tempo prima di effettuare il depotenziamento. Attualmente i contatori attivi in Italia sono 36 milioni. Quasi tutti intelligenti e la metà di seconda generazione. Sono in grado di effettuare la lettura del consumo quasi in tempo reale. E sono già configurabili per fasce orarie. Quelle candidate alla riduzione sono dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 20. L’idea del governo è quella di ridurre al minimo il razionamento. Ma già con il 5% in meno la potenza in alcune fasce orarie diminuirà proporzionalmente. E così tenere accesi forno, lavatrice e tv insieme diventerà molto complicato.

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