Scopri di più su DOMINO, la nuova rivista sul mondo che cambia

Richetti si difende dalle accuse di abusi al Senato: «Contro di me messaggi falsi. Mi stanno tagliando la carne addosso» – Il video

Alla procura di Roma risulta aperto un fascicolo da fine 2021, dopo che il senatore di Azione aveva presentato denuncia per stalking contro la donna che oggi lo accusa sulle pagine di Fanpage di abusi

Il presidente di Azione Matteo Richetti ha deciso di difendere la sua «reputazione infangata» dopo le denunce di una donna anonima a Fanpage su presunti abusi subiti dal senatore. «Noi non abbiamo la benevolenza dell’informazione, c‘è racconto un po’ distorto e io ne sto vivendo uno che mi sta tagliando la carne addosso. Questa vicenda emerge ora perché mancano pochi giorni alla campagna elettorale, io sono convinto che ci rafforzerà», ha commentato Richetti intervenendo stamattina a Parma, nel corso di un’iniziativa elettorale insieme al leader di Azione Carlo Calenda. Già ieri, il partito aveva preso le difese del suo presidente, candidato in Emilia-Romagna.


Nella denuncia raccolta da Fanpage veniva accusato un senatore che sarebbe stato autore di alcuni messaggi con minacce e insulti. Secondo il presidente di Azione, quegli screenshot sono stati costruiti ad arte: «Hanno costruito messaggi falsi e li hanno attribuiti a me. Hanno mandato un video anonimo che racconta cose mai accadute. Io ho denunciato, chi mi calunnia no», ha commentato Richetti su Twitter.


La denuncia per stalking

In Procura a Roma è aperto un fascicolo in relazione a una denuncia per stalking depositata da Richetti alla fine del 2021. Secondo quanto si apprende, il parlamentare sarebbe stato preso di mira da una donna che lo accusava di molestie sessuali senza però avere presentato alcun esposto. «Io ho passato la mia vita a combattere la violenza sulle donne e mi sento impotente di fronte a una costruzione tutta inventata», ha aggiunto infine Richetti nel corso del suo intervento.

Video copertina: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev

Continua a leggere su Open

Leggi anche: