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La furia del padre di Saman Abbas davanti a quel bacio sui social, la procura: «È stata la scintilla prima dell’omicidio» – La foto

È un cugino della 18enne a rivelare agli inquirenti cosa sia avvenuto prima che la famiglia decidesse di punire la ragazza, che non accettava un matrimonio combinato

Un bacio tra Saman Abbas e il suo fidanzato, postato da lei sui social tra la fine del 2020 e l’inizio del 2021 sarebbe stata la scintilla secondo gli inquirenti che fece scattare la rabbia dei familiari della giovane pachistana, scomparsa la notte del 30 aprile 2021 da Novellara. «La madre Nazia, il padre Shabbar e il fratello di Saman si lamentavano in continuazione di tale situazione», ha riferito – in fase di interrogatorio da parte dei carabinieri di Reggio Emilia – un cugino della diciottenne che ha confessato, inoltre, di aver ricevuto la foto del bacio tra i due giovani per le vie di Bologna. 


ANSA | La foto in cui Saman Abbas bacia il suo fidanzato per le strade di Bologna. Lo scatto era stato pubblicato dalla ragazza sui social

Il punto di svolta

Oggi 23 settembre è emerso l’ultimo punto di svolta della vicenda. Il padre di Saman Abbas, che sarebbe stata uccisa dopo essersi ribellata a un matrimonio combinato in patria, avrebbe ammesso di essere l’autore del delitto durante una telefonata con un parente in Italia. «Ho ucciso mia figlia». Sono state le parole di Shabbar Abbas l’8 giugno 2021, quando ormai era fuggito in Pakistan. Lo stesso familiare, sentito dai carabinieri il 25 giugno di quell’anno, ha riferito che il padre di Saman lo aveva chiamato per intimargli di non parlare di lui. La conversazione ora è agli atti del processo che inizierà il 10 febbraio 2023 a Reggio Emilia. Gli inquirenti, Procura e carabinieri di Reggio Emilia, sono sicuri che la diciottenne pakistana sia stata assassinata, perché rifiutava di sposare un cugino in patria e voleva andarsene di casa. Il suo corpo non è mai stato ritrovato nonostante mesi di ricerche nell’azienda agricola e nei terreni circostanti dove Saman viveva e dove il padre lavorava.


Le tappe della vicenda

Saman Abbas è scomparsa tra il 30 aprile e il 1° maggio 2021 a Novellara, in provincia di Reggio Emilia. Ad allertare le forze dell’ordine era stato proprio il fidanzato, Saqib. La giovane pakistana sarebbe stata uccisa dai familiari per essersi opposta alle nozze forzate con un cugino in patria. La vicenda, però, era iniziata già circa un anno prima, quando Saman, si era rivolta ai servizi sociali per denunciare i genitori per il reato di induzione al matrimonio e maltrattamenti. La diciottenne, a questo punto, era stata portata in una struttura protetta per minori. Dopo varie vicende, nell’ultimo video – delle telecamere di sorveglianza dell’azienda agricola dove lavoravano gli Abbas – si vedono i genitori di Saman uscire con la figlia e rientrare da soli. Il padre della ragazza in seguito sarebbe uscito, per poi tornare con lo zaino che la diciottenne pakistana aveva preso prima di andare via. Il 22 settembre 2021, alla periferia di Parigi, viene arrestato lo zio Danish, considerato «l’esecutore» del delitto. Dopo quasi un anno di latitanza, anche l’altro cugino di Saman, Nomanhulaq Nomanhulaq, viene fermato e incarcerato. Irreperibili, ancora, i genitori: Shabbar Abbas e Nazia Shaheen. Il 22 aprile 2022 la procura ha chiesto il rinvio a giudizio per i 5 indagati. L’ipotesi di reato è di omicidio premeditato e soppressione di cadavere. Richiesta accolta il 17 maggio 2022, quando tutti gli indagati sono stati rinviati a giudizio. Atteso, ora, il processo che inizierà il 10 febbraio 2023.

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