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Crisi energetica, chi usa stufe o camini a legna rischia multe fino a 5 mila euro: cosa dicono le regole

Lombardia, Piemonte, Veneto, Emilia-Romagna e Toscana vietano in molti casi l’installazione e l’utilizzo di generatori di calore a biomassa legnosa

In vista dell’inverno i vicini tedeschi hanno fatto scorta di legna, pellet, stufe elettriche. E di qualsiasi altra soluzione che possa offrire un’alternativa più economica del gas nel riscaldare la casa. Anche in Italia c’è chi già sta pensando di sfruttare la vecchia stufa o il camino a legna. Ma, a differenza della Germania, che da mesi spinge per l’utilizzo massimo di carbone e lignite e sembra aver dimenticato un’altra crisi. Quella climatica. Per scaldarsi con la legna bisogna seguire precise regole. Altrimenti si rischiano multe fino a 5mila euro. Molte regioni, ben prima che si parlasse di crisi energetica, hanno fissato dei paletti all’utilizzo di stufe e camini a biomassa. Con l’obiettivo di contrastare l’inquinamento atmosferico. La norma riguarda gli impianti con potenza al focolare fino a 10kW.


In Lombardia

In prima fila spicca la Lombardia. Che punisce l’utilizzo di impianti di riscaldamento basati sulla combustione di biomassa non a norma con sanzioni che vanno dai 500 euro fino ai 5mila euro. La multa più alta di tutta Italia. Ma anche Piemonte, Emilia-Romagna, Veneto e Toscana non sono da meno. In Lombardia il divieto è in vigore dal 1° gennaio del 2020. Riguarda l’installazione di generatori di calore alimentati a biomassa legnosa (stufe e camini) con emissioni superiori a quelle consentite e l’utilizzo di generatori di calore domestici con 0, 1 o 2 stelle. È obbligatorio che i generatori di calore abbiano almeno 4 stelle. Dal 1° ottobre 2018, invece, per le stufe a pellet di potenza termica nominale inferiore ai 35 kW è obbligatorio utilizzare materiale da ardere conforme alla classe A1 della norma “Uni en iso 17225-2”. La certificazione deve essere effettuata da parte di un Organismo accreditato. E, nel caso di un controllo, dovrà essere esibita la documentazione pertinente da parte dell’utilizzatore. Sono stati esentati però i cittadini del Bresciano e dei comuni sotto i 300 metri di altitudine: con una delibera dello scorso ottobre. La regione ha derogato l’uso di tutti gli impianti domestici a legna e pellet (sotto i 10 Kw di potenza) fino alla fine del 2024.


Nelle altre regioni

Anche in Veneto accendere camini e stufe a legna in inverno è vietato dal 2017. Il divieto riguarda l’utilizzo di generatori di calore con classe di prestazione emissiva inferiore a 3 stelle e l’installazione di generatori inferiori a 4 stelle. Le legge del Piemonte risale invece al 2018. E vieta l’installazione e l’utilizzo di generatori di calore alimentati a biomassa legnosa con una potenza nominale inferiore a 35 kW e classe di prestazione emissiva inferiore alla classe 4 stelle. Che scende a 3 stelle nei comuni appartenenti alle zone “Agglomerato di Torino”, “Pianura” e “Collina”. In Emilia-Romagna il divieto di utilizzo di caminetti, stufe a legna o pellet per il riscaldamento domestico riguarda esclusivamente impianti di classe 1 e 2 stelle, installati negli immobili civili in cui sia presente un sistema alternativo di riscaldamento domestico, che si trovino sotto i 300 metri di altitudine o in un comune oggetto di infrazione per la qualità dell’aria.

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