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Reiner Fuellmich, l’avvocato tedesco accusato di essersi intascato i soldi per l’inesistente processo “Norimberga 2” contro Big pharma

Dagli 800 euro più iva per partecipare alla class action, ai vari tentativi per avviare un processo in giro per il mondo. Ad accusarlo ora sono i suoi ex soci

Nel corso della pandemia Covid-19 c’è chi ha alimentato l’insoddisfazione e la frustrazione dei cittadini, diffondendo bufale e teorie del complotto con un secondo fine: il guadagno. Dal 2020 ad oggi si sente parlare di “Norimberga 2“, il fantomatico processo «per denunciare i crimini che governi e cause farmaceutiche stanno perpetrando contro l’umanità» come descritto dall’europarlamentare Francesca Donato. Nel febbraio 2022, l’eroe dei No vax Stefano Montanari aveva pubblicato un post Facebook per insinuare che Luc Montagnier fosse morto prima di andare in Canada a «testimoniare al processo chiamato Norimberga 2». A parlarne fu anche Eugenio Miccoli, già protagonista del canale Byoblu, attraverso il suo sito dove riporta le informazioni del fantomatico processo, ossia il «Gran giurì» della Peoples´ Court of Public Opinion organizzata dall’avvocato tedesco Reiner Fuellmich. Oggi, quest’ultimo viene accusato dai suoi (ex) soci di truffa e di essersi intascato i soldi ricevuti dai cittadini per avviare un processo inesistente.


In un video pubblicato su Rumble, piattaforma alternativa a Youtube usata dagli ambienti No vax e dei diffusori di teorie di complotto, l’avvocato berlinese Viviane Fischer denuncia pubblicamente l’ex collega Reiner Fuellmich. Le cifre in gioco sono altissime, nella testimonianza parla di 700 mila euro e più, ottenuti da persone comuni e imprenditori che si sono sentiti danneggiati durante i lockdown. Questi, per unirsi alla “class action”, dovevano pagare 800 euro più iva in anticipo sotto la promessa di ricchissimi risarcimenti.


L’accusato non è rimasto in silenzio. Reiner Fuellmich reagì subito dopo, contestando in un video i suoi ex soci nella figura di Viviane Fischer, definendola in malo modo e accusandola a sua volta di essersi intascata del denaro del comitato.

Un processo mai avviato

l, che secondo T-online.de venne intervistato nel 2020 dall’emittente statale russa Sputnik per promuovere la sua iniziativa, si riteneva sicuro di un successo e che tutto si sarebbe avviato in poco tempo. Siamo nel 2022 e nessuno dei tentativi dell’avvocato sono andati a buon fine, dagli Stati Uniti al Canada, ci aveva provato anche in Sud Africa senza successo. Denunciato dagli ormai ex soci e collaboratori, il pubblico ministero di Berlino avrebbe negato le accuse di frode contro Fuelmich in quanto il fatto non sussiste: l’avvocato aveva ricevuto il denaro per l’assunzione del mandato e per tentare l’azione legale, che poteva anche fallire.

Il collegamento tra la morte di Montagnier e il processo farsa.

L’eco italiano dell’avvocato tedesco

A sostenere le mirabolanti promesse di Reiner Fuellmich troviamo diversi personaggi, tra media e politici. Tra questi troviamo l’europarlamentare Francesca Donato che il 30 gennaio 2022 pubblicava dal suo blog un comunicato dal titolo «I miei ringraziamenti a Reiner Fuellmich, uno degli avvocati simbolo della voce del dissenzo in Europa».

Tra i media italiani che hanno diffuso i messaggi di Fuellmich troviamo quello di Claudio Messora, il canale Byoblu, in un articolo del 23 ottobre 2020 dal titolo «Durissima denuncia di un avvocato tedesco: l’infodemia sul covid? “È una truffa, il più grande crimine contro l’umanità” – R. Fuellmich».

Un altro canale, poi politicamente attivo, è quello di Visione TV che lo intervistò nel gennaio del 2022: «Reiner Fuellmich: “I crimini dei gestori della paura non resteranno impuniti”» titola il video pubblicato su Youtube.

Anche il canale “100 giorni da Leoni“, uno dei punti di riferimento delle aree No Vax, lo aveva ospitato in un intervento intitolato «Sta CROLLANDO tutta la PROPAGANDA. Con Reiner Fuellmich». Era il 13 luglio 2022, a distanza di qualche mese è crollata la propaganda del loro ospite.

Tra i sostenitori dell’avvocato tedesco c’erano anche i membri della setta complottista nota come “ViVi”, convinti come dei QAnon qualunque dell’avvio del fantomatico processo.

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