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Il Ceo di Pfizer di nuovo positivo si difende: «Non avevo fatto il nuovo booster bivalente»

Su Twitter Albert Bourla ha spiegato di aver seguito le linee guida dell’agenzia federale Cdc: «In caso di contagio aspettare tre mesi dalla positività per la vaccinazione»

L’amministratore delegato di Pfizer, Albert Bourla, è positivo a Covid-19 per la seconda volta. Il dirigente dell’azienda che produce uno dei vaccini a mRna contro il virus, ha fatto sapere del contagio spiegando di non avvertire nessun sintomo. «Non avevo fatto il nuovo booster bivalente», racconta, «ho seguito le linee guida dei Cdc ( Centers for Disease Control and Prevention ndr.) di aspettare 3 mesi da quando si è avuto il Covid». Bourla aveva contratto il virus a metà dello scorso agosto, annunciando la sua positività su Twitter e spiegando di aver cominciato un trattamento a base di Paxlovid, la pillola anti-Covid prodotta dalla sua stessa azienda. Ora il nuovo contagio. «Abbiamo fatto grandi progressi», ha continuato nell’annuncio del secondo contagio, «ma il virus è ancora con noi». A inizio settembre l’azienda Pfizer aveva ricevuto l’ok dell’Ema ai vaccini bivalenti anti-Covid prodotti insieme a Moderna contro la sottovariante Omicron Ba.1. Poche settimane dopo la stessa agenzia europea del farmaco ha poi raccomandato anche l’utilizzo del nuovo vaccino bivalente, sempre di produzione Pfizer, adattato alle sottovarianti Omicron Ba.4 e Ba.5. Il doppio via libera nel giro di pochi giorni aveva destato alcuni dubbi sulla gestione delle autorizzazioni e sul rischio di creare confusione sul migliore vaccino da scegliere per proteggersi dalle mutazioni di Omicron. A questo proposito è stato il ministero della salute tre giorni fa a intervenire per fare chiarezza: «Non ci sono evidenze per poter esprimere un giudizio di uso preferenziale di uno dei diversi vaccini bivalenti disponibili», ha speigato la circolare firmata dal professor Gianni Rezza . «Tutti i vaccini bivalenti , uno contro Wuhan e Omicron 1 e l’altro contro Wuhan e Omicron 4-5 dunque, possono essere utilizzati senza distinzione e ampliare da un lato la «protezione contro diverse varianti e dall’altro mantenere una protezione ottimale contro la malattia».


 


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