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I filorussi esultano per la vittoria ai referendum farsa in Donbass: «Il 93% vuole l’annessione alla Russia». L’Onu: «Illegali»

27 Settembre 2022 - 21:50 Michela Morsa
epa10206106 A woman casts her ballot in a box set up in the trunk of a car during voting in a referendum on the joining of Russian-controlled regions of Ukraine to Russia, at an outdoor polling station in Mariupol, eastern Ukraine, 25 September 2022. From 23 to 27 September, residents of the self-proclaimed Lugansk and Donetsk People's Republics as well as the Russian-controlled areas of the Cherson and Zaporizhzhia regions of Ukraine vote in a referendum to join the Russian Federation. On 24 February 2022 Russian troops entered the Ukrainian territory in what the Russian president declared a 'Special Military Operation', starting an armed conflict that has provoked destruction and a humanitarian crisis.  EPA/STRINGER
Mosca sarebbe pronta a ratificare il risultato del voto già il prossimo 4 ottobre. Le Nazioni Unite: «Azione unilaterale che non può essere definita espressione genuina della volontà popolare»
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Le autorità filorusse nella regione di Zaporizhzhia, nel Sud dell’Ucraina, hanno annunciato che dopo la fine dello spoglio delle schede, il 93,11 per cento dei votanti si sarebbe espresso a favore dell’annessione alla Russia, sottolineando che si tratterebbe però di un risultato preliminare. Il voto nelle quattro regioni ucraine occupate dall’esercito di Mosca (Lugansk, Donetsk, Zaporizhzhia e Cherson) è stato definito «illegittimo» da Kiev e dai Paesi occidentali, mentre il capo degli Affari Politici dell’Onu, Rosemary DiCarlo, durante la riunione del Consiglio di Sicurezza ha dichiarato che i referendum «si sono svolti durante un conflitto armato attivo, in aree sotto il controllo di Mosca, al di fuori del quadro giuridico e costituzionale dell’Ucraina» e dunque «non possono essere definiti un’espressione genuina della volontà popolare». DiCarlo ha poi sottolineato che «azioni unilaterali volte a conferire una patina di legittimità al tentativo di acquisizione con la forza da parte di uno Stato del territorio di un altro Stato non possono essere considerate legali ai sensi del diritto internazionale».

In precedenza, quando sono stati resi noti i primi dati dalle commissioni elettorali create dalle amministrazioni filorusse, e trasmessi da Mosca attraverso un unico centro di raccolta dati, oltre il 97 per cento dei votanti si sarebbe espresso a favore dell’annessione alla Russia delle quattro regioni ucraine occupate dall’esercito di Mosca. A riportarlo è l’agenzia di stampa russa Tass. Più precisamente, con il 21,11 per cento delle schede scrutinate, sarebbero il 97,83 per cento i voti favorevoli nel Lugansk, il 98,35 per cento nel Donetsk (con il 22,48 per cento delle schede), il 97,79 per cento nella regione di Zaporizhzhia (con il 29 per cento) e il 97,05 per cento nella regione di Cherson (con il 28 per cento). I referendum organizzati dal 23 al 27 settembre nelle autoproclamate repubbliche di Donetsk e Lugansk e nelle regioni meridionali di Cherson e Zaporizhzhia, non sono riconosciuti dalla comunità internazionale, ma il Consiglio della Federazione russa (la Camera alta del Parlamento) potrebbe votare già il 4 ottobre per l’annessione dei quattro territori.

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