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Ucraina, la Cina all’Onu prende le distanze da Mosca: «Sovranità e integrità territoriale di ogni Paese devono essere rispettate»

Nell’ultimo giorno di referendum per l’annessione alla Russia di Donbass e Cherson, Pechino ribadisce il «suo ruolo costruttivo per ottenere la pace»

A intervenire sulla questione dei referendum di annessione alla Russia terminati il 27 settembre nelle regioni del Donbass e di Cherson è stata anche la Cina. Durante il Consiglio di Sicurezza sull’Ucraina, l’ambasciatore di Pechino all’Onu, Zhang Jun, ha ribadito la posizione della Cina sulle operazioni di Mosca nei territori invasi: «Sovranità e integrità territoriale di ogni Paese devono essere rispettate, così come i principi della Carta Onu». Jun ha continuato sottolineando «il ruolo costruttivo della Cina» che «è sempre stata dalla parte della pace». Dialogo e conciliazione sono le due parole chiave utilizzate dal rappresentante che ha anche avvertito come «il confronto tra blocchi e le sanzioni porteranno solo ad una strada senza uscita». Il discorso di Pechino si mostra coerente con la posizione che il governo cinese finora ha assunto nei confronti di Mosca, prendendo ancora una volta le distanze dalla Russia pur non arrivando a condannare apertamente il conflitto. Lo scorso 24 settembre intervenendo all’Assemblea generale delle Nazioni Unite a New York, il ministro degli Esteri cinese Wang Yi aveva chiarito l’opinione di Pechino nel conflitto scatenato dalla Russia in Ucraina, «la Cina sostiene ogni sforzo che porti a una soluzione pacifica della crisi», sottolineando che «la soluzione fondamentale è affrontare i legittimi problemi di sicurezza di ogni fazione coinvolta». Il riferimento di Wang Yi era stato anche al principio «principio di non interferenza»: «Chiediamo alle parti in guerra in Ucraina di evitare che il conflitto si allarghi».


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