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Il Cremlino smorza la sparata di Kadyrov sulle armi nucleari: «Da lui richiesta emotiva. Su Nord Stream l’Occidente è isterico»

A proposito del pressing di Kiev sull’ingresso nella Nato, il portavoce del Cremlino ha rilanciato gli argomenti di Mosca alla base dell’invasione russa in Ucraina: «È per questo che è nata l’ “operazione militare speciale”»

«L’uso delle armi nucleari da parte della Russia è possibile perché in accordo con la sua dottrina sulla deterrenza», ha detto ai giornalisti il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, citato dalle principali agenzie russe. Mosca, però, ha liquidato come «emotiva» la richiesta del leader ceceno Kadyrov di usare armi nucleare a bassa potenza. Peskov ha poi commentato le altre questioni calde del conflitto: i flussi di gas e la potenziale adesione dell’Ucraina alla Nato. «Non ci è chiaro con chi collaborare per ripristinare il flusso di Nord Stream, perché l’Occidente è isterico sulla vicenda», ha detto il portavoce in merito all’attuale stop del gasdotto, causato dalle esplosioni di alcune tubature nel mezzo del mar Baltico, credute da tutta la comunità internazionale un sabotaggio intenzionale. Per la Russia, sarebbe stata l’Ucraina o gli Stati Uniti, per l’Occidente la Russia stessa, per prolungare ulteriormente i tempi di consegna del gas all’Europa. Per quanto riguarda la richiesta formale di ingresso nella Nato, espressa venerdì scorso dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky in seguito all’annessione alla Russia delle regioni occupate dall’esercito di Mosca, il Cremlino «sta monitorando questa decisione molto da vicino. Ricordiamo che l’orientamento dell’Ucraina verso la Nato e la conferma della sua futura adesione alla Nato sono stati uno dei motivi dell’operazione militare speciale».


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