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Nobel per la Fisica a Alain Aspect, John Clauser e Anton Zeilinger: i pionieri della meccanica quantistica

I vincitori sono stati premiati dal Comitato dei Nobel a Stoccolma per aver aperto la strada a nuove tecnologie basate sull’informazione quantistica

Alain Aspect, John F. Clauser e Anton Zeilinger hanno vinto il Premio Nobel per la fisica, che quest’anno ha premiato la meccanica quantistica di cui i vincitori sono i pionieri. Ad annunciarlo è il Comitato dei Nobel a Stoccolma, in Svezia. «Hanno condotto esperimenti rivoluzionari utilizzando stati quantistici entangled, in cui due particelle si comportano come una singola unità anche quando sono separate. I risultati hanno aperto la strada a nuove tecnologie basate sull’informazione quantistica», hanno spiegato gli annunciatori. È il secondo giorno della celebrazione delle consegne del premio Nobel, che va dal 3 al 10 ottobre. Il primo – quello per la Medicina e la Fisiologia – è stato infatti consegnato ieri, 3 ottobre, al biologo svedese Pääbo.


Anton Zeilinger e il teletrasporto quantistico

Il primo nome è quello del francese Zeilinger, docente dell’Université Paris Saclay e all’Ecole Polytechnique, che – come gli altri due vincitori – ha svolto importanti ricerche sugli stati quantistici entangled. In particolare, il suo team di ricerca ha dimostrato il fenomeno del teletrasporto quantistico, che permette di spostare uno stato quantistico da una particella a un’altra a distanza.


L’entanglement di Alain Aspect e John Clauser

Il secondo fisico premiato è Alain Aspect, fisico sperimentale che ha concentrato gran parte della sua carriera sulla predizione della meccanica quantistica. Il terzo nome è invece quello dell’americano John Clauser che ha saputo costruire un apparato in grado di emettere due fotoni entagled alla volta, ciascuno verso un filtro che riuscisse a testarne la polarizzazione. Entrambi sono stati scelti per aver gettato le basi del futuro dell’informazione e delle comunicazioni proprio con il fenomeno entanglement, una sorta di abbraccio a distanza delle particelle, che ha aperto la strada ai potenti e velocissimi computer quantistici, misure più precise e crittografia a prova di hacker.

Le previsioni ci avevano azzeccato (anche) questa volta?

Le previsioni dei giorni scorsi non ci hanno preso. Davano come nomi possibili Immanuel Bloch, fisico tedesco che insegna all’Università di Monaco e direttore scientifico del Max-Planck Institute of Quantum Optics. Specializzato in meccanica quantistica, ha dato importanti contributi con esperimenti sugli atomi ultrafreddi e i reticoli ottici. A metterlo in lizza gli esperti di Clarivate Analytics che ogni anno delineano i possibili vincitori al Nobel e che lo scorso anno avevano azzeccato la premiazione dell’italiano Giorgio Parisi. Il secondo papabile candidato vincitore era Stephen Quake, esperto americano di microfluida, ovvero la scienza che studia i fluidi nei canali microscopici sotto i 100 micrometri di diametro. Gli ultimi nomi sui cui Clarivate aveva posso l’attenzione sono i giapponesi Takashi Taniguchi e Kenji Watanabe, colleghi all’istituto nazionale per le scienze dei materiali Tsukuba che da anni si occupano di creare cristalli esagonali di nitruro di boro, rilevanti nelle ricerche sul grafene.

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