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Nobel, la Bielorussia protesta contro l’assegnazione del premio a Bialiatski: «Alfred si rivolta nella tomba»

Dal ministero degli Esteri del Paese sono arrivate accuse di «politicizzazione» al Comitato norvegese

La mattina del 7 ottobre, alle ore 11, il Comitato per il Nobel norvegese ha annunciato l’assegnazione del premio per la pace 2022 all’attivista bielorusso Ales Bialiatski, all’organizzazione russa Memorial e all’organizzazione ucraina Center for Civil Liberties. Una persona e due associazioni la cui lotta per i diritti umani è stata riconosciuta come fondamentale nell’area dell’Europa orientale e della Russia. Contro la decisione si è schierato il ministero degli Esteri di Minsk. «Sapete, negli ultimi anni alcune decisioni fondamentali, e stiamo parlando del premio per la pace del Comitato per il Nobel, sono state così politicizzate che, scusate, Alfred Nobel è così tormentato da rivoltarsi nella tomba. Ma questa è la loro coscienza, non vogliamo entrarci», ha dichiarato a Ria Novosti il portavoce del ministero, Anatoly Glaz. All’esperto di comunicazione, molto vicino al dittatore Aleksandr Lukashenko, dal 2 dicembre 2021 è stato vietato l’ingresso nei Paesi membri dell’Unione europea.


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