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Strage sulla A4 in Veneto, 5 ragazzi disabili e un autista morti nell’incidente con un Tir: lo schianto sul furgone dell’associazione

Erano diretti in Friuli Venezia Giulia i giovani disabili di un’associazione di Riccione che si occupa di assistenza. Grave un settimo passeggero rimasto ferito. Tra le vittime l’ex sindaco di Riccione, alla guida del furgone

Erano cinque giovani disabili e un autista le vittime del gravissimo incidente avvenuto oggi venerdì 7 ottobre intorno alle 16 sulla A4 Venezia-Trieste, all’altezza del casello di San Donà di Piave. Solo una dei sette passeggeri, sarebbe sopravvissuta, ma secondo il Corriere del Veneto sarebbe ricoverato in gravi condizioni. Secondo le prime informazioni, si tratta di una donna ricoverata in condizioni critiche all’ospedale di Mestre. I ragazzi a bordo del furgone appartenevano all’associazione Cuore21 di Riccione, che si occupa di assistenza a ragazzi disabili. Le vittime sono 4 donne e due uomini, di cui uno era l’ex sindaco di Riccione (dal 2009 al 2014) Massimo Pironi che – secondo quanto si apprende – era alla guida del pulmino. Il gruppo era partito questa mattina dalla Romagna diretto in Friuli Venezia Giulia. Stando a una prima ricostruzione della dinamica dell’incidente, il furgone avrebbe tamponato il camion andando a finire sotto il mezzo.


Zaia: «Inaccettabile, Fermare il bollettino di guerra dell’A4»

La sindaca di Riccione Daniela Angelini ha annunciato il lutto cittadino per le vittime dell’associazione Cuore21 che dal quasi 30 anni si occupa di assistenze a persone disabili. Nella serata di oggi ci sarebbero dovuti essere i festeggiamenti per il centenario della città, ma la sindaca ha deciso di annullarli a seguito della tragedia. Sulla vicenda si è espresso anche il presidente del Veneto Luca Zaia. «Non possiamo accettare che la A4 passi alla storia per essere l’autostrada con un quotidiano bollettino di guerra. Ora è il momento del dolore, della vicinanza alle famiglie delle vittime, ma il problema resta, e va risolto in maniera radicale», ha detto. «Ho riletto più volte il titolo della notizia perché speravo di aver capito male…. Ancora adesso stento a credere che sei persone possano aver peso la vita in questo modo. Non possiamo accettarlo, la potremmo ormai definire l‘autostrada ‘della morte’, costellata di incidenti mortali nei tratti più collassati dal traffico», ha concluso Zaia.


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