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Francia, gli scioperi della benzina mettono in ginocchio il paese: il governo minaccia lo sblocco

Uno dei principali sindacati, la Cgt, da giorni sciopera contro la TotalEnergies e la Esso-ExxonMobil, chiedendo un aumento dei salari. Inconcludenti finora le trattative

La Francia inizia a essere seriamente in difficoltà a causa dello sciopero massiccio dei dipendenti di TotalEnergies ed Esso-ExxonMobil, che gestiscono alcune delle raffinerie del Paese, tra cui la più grande, quella di Normandia. Gli scioperanti, guidati da uno dei principali sindacati dei lavoratori francesi, la Cgt, hanno bloccato l’accesso ai depositi di carburante, causando una grave carenza di benzina in un terzo delle stazioni di servizio del Paese. Oggi, 10 ottobre, è intervenuto il governo, chiedendo che vengano revocati «senza indugio» i blocchi dei depositi e minacciando di «intervenire» per sbloccarli.


La minaccia

«Consideriamo i blocchi eccessivi e anormali. Il governo chiede che vengano rimossi senza indugio. Altrimenti, ci assumeremo le nostre responsabilità, cioè potremmo essere costretti a sbloccarli riaprendo l’accesso ai centri di deposito e alle raffinerie e quindi requisire il personale appropriato per consentire la normalizzazione della situazione», ha dichiarato il portavoce del governo, Olivier Véran. Che ha stimato che ci vorranno «alcuni giorni» per tornare alla «normale operatività» nelle regioni più colpite e ha assicurato che «ciò avverrà entro 15 giorni», cioè prima delle festività di Ognissanti e quindi dell’inizio delle vacanze scolastiche. Véran ha inoltre affermato che non è normale che alcuni abbiano approfittato dello sciopero facendo «lievitare i prezzi della benzina alla pompa» in alcune stazioni.


La carenza di benzina

Dal Nord al Sud della Francia da giorni si ripetono le stesse scene: stazioni chiuse, code interminabili, prezzi in aumento e morale basso. Alle 18 di lunedì, il 29,4 per cento delle stazioni di servizio era in difficoltà a livello nazionale, ha dichiarato Agnes Pannier-Runache, la ministra della Transizione Energetica, che ha ammonito i francesi dal non fare scorte precauzionali, che peggiorerebbero solo la situazione. Di fronte alla carenza di carburante, i sindacati degli operatori sanitari hanno chiesto un «accesso prioritario» a tutte le stazioni, in modo da poter continuare a garantire l’assistenza medica a domicilio. Particolarmente colpite l’Hauts-de-France (a Nord) e la regione di Parigi. «Sebbene si sia notato un leggero miglioramento nell’Hauts-de-France, altre difficoltà si manifestano in tutto il Paese, anche in aree non interessate dall’attuale movimento sociale, come la costa atlantica», ha dichiarato il ministero in un comunicato.

Le mancate trattative

I ripetuti inviti del governo a negoziare sull’aumento dei salari, causa dello sciopero, e porre fine ai blocchi, sono rimasti inascoltati. Né TotalEnergies né Esso-ExxonMobile sono riusciti a raggiungere un accordo con il sindacato Cgt, che ha definito «inconcludente» l’incontro di lunedì con la dirigenza delle due raffinerie della Esso-ExxonMobil. Con la TotalEnergies le trattative non si sono ancora mai aperte. E intanto lo sciopero è stato rinnovato anche per la giornata di oggi. Il gruppo petrolifero e del gas aveva proposto domenica di anticipare a ottobre (senza una data precisa) le trattative salariali previste per novembre, a condizione che le raffinerie e i depositi attualmente bloccati riprendessero a lavorare. La Cgt ha risposto lunedì mattina dicendo che si trattava di un «ricatto» e che lo sciopero sarebbe stato prolungato fino a martedì.

Cosa succede in Francia con la benzina

«TotalEnergies sta cercando di imporre una sospensione dello sciopero prima di qualsiasi riunione di negoziazione e quindi prima di qualsiasi proposta di aumento salariale. Questo tentativo è percepito come un ricatto da parte della Cgt e non garantisce in alcun modo la soddisfazione delle richieste espresse e quindi la ripresa del lavoro», ha comunicato il sindacato in una dichiarazione inviata all’AFP. «Il ricatto, attualmente, lo stanno subendo i francesi, quindi l’obiettivo è uscire da questa situazione», è stata la risposta di Jean-Marc Durand, direttore della raffinazione europea del gruppo. «Vogliamo che coloro che stanno infastidendo i francesi si fermino il prima possibile, vogliamo sederci al tavolo dei negoziati in un’atmosfera tranquilla, e non con un sistema di blocco», ha aggiunto. La direzione di TotalEnergies vuole che i negoziati si concentrino sugli stipendi per il 2023. Ma, data l’alta inflazione, è del 2022 che vuole parlare la Cgt, che da diverse settimane chiede una rinegoziazione dell’aumento medio del 3,5 per cento di inizio anno. E chiede un incremento del 10 per cento: 7 per cento per l’inflazione e 3 per cento per la «condivisione della ricchezza», dato che l’azienda petrolifera ha realizzato 10,6 miliardi di dollari di profitti nella prima metà dell’anno.

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