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Gas, l’apertura di Germania e Olanda che può sbloccare lo stallo Ue: acquisti comuni e price cap sul metano russo

In attesa della decisione della Commissione Ue prevista per la prossima settimana, arriva la proposta da due dei Paesi Ue più ostili finora a una soluzione congiunta per affrontare l’emergenza energetica europea

Acquisti comuni di gas e price cap solo al metano importato dalla Russia. É questa la controproposta fatta oggi da Germania e Olanda durante il vertice informale sull’energia di Praga. I governi di Berlino e L’Aia fanno parte di quel fronte di Paesi europei che si oppongono da settimane alla proposta italiana di applicare un tetto europeo al prezzo del gas. Una resistenza che spiegano con il timore di rimanere a corto di forniture. «Tutti sono d’accordo sul fatto che i prezzi del gas oggi sono folli – ha riassunto oggi il ministro alla Transizione ecologica Roberto Cingolani – Penso che concordiamo sulla diagnosi, ma la terapia è ancora oggetto di dibattito». Le soluzioni sul tavolo, infatti, sono diverse. Da un lato, ci sono Paesi come Germania e Olanda che propongono un price cap soltanto al gas russo. Dall’altro, il fronte guidato dall’Italia che spinge per un tetto generalizzato «dinamico», che prevede cioè un intervallo di prezzo. La scorsa settimana, la presidente della Commissione Ursula von der Leyen ha proposto un compromesso nella speranza che possa mettere tutti d’accordo: un price cap solo al gas usato per generare elettricità. Anche questa ipotesi, però, sembra aver perso slancio.


La mossa di Germania e Olanda

Il documento sottoscritto oggi a Praga da Germania e Olanda, pubblicato integralmente da Euractiv, prevede un insieme di misure per contrastare la crisi energetica. La principale è sicuramente l’acquisto comune di metano. Uno «sforzo coordinato» che, secondo gli autori del documento, permetterà di «ridurre assieme i prezzi del gas e arrivare all’indipendenza dal gas russo». L’altra principale proposta dei due governi europei è l’imposizione di un price cap solo al metano importato dalla Russia, ma solo a costo che si riveli davvero una «soluzione praticabile» e che non porti al rischio di razionamento. Il resto delle soluzioni suggerite da Germania e Olanda rientrano tra le iniziative su cui i 27 dell’Unione Europea già hanno raggiunto un accordo di massima: accelerazione sulle rinnovabili, riduzione dei consumi di gas e maggiore diplomazia con i partner fornitori di beni energetici.


La mediazione di Bruxelles

La proposta sull’energia formulata dalla Commissione europea sarà presentata ufficialmente la prossima settimana, quando si svolgerà – sempre a Praga – il Consiglio straordinario sull’energia vero e proprio. La commissaria Ue all’Energia, Kadri Simson, ha spiegato che la Commissione agirà su 4 binari: riduzione della domanda di energia, solidarietà tra Paesi Ue, intervento sui prezzi e acquisti comuni di gas. «Dobbiamo avere bene in mente che è urgente intervenire ma dobbiamo farlo insieme, con un consenso esteso», ha precisato Simson. Al vertice informale di oggi a Praga ha partecipato anche Fatih Birol, direttore dell’Agenzia internazionale per l’Energia. «Abbiamo bisogno di maggiore solidarietà in Ue. Il prossimo inverno potrebbe essere perfino più difficile di questo – ha detto ai giornalisti presenti – È importante cominciare a prepararsi già da ora».

Foto di copertina: EPA / RONALD WITTEK | Gasdotti nel porto di Speyer, in Germania

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