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I 400 casi di pedofilia nella Chiesa in Portogallo: «Non è un numero molto elevato»

Il presidente della Repubblica criticato per la sua accondiscendenza nei confronti della Chiesa

La Commissione indipendente sugli abusi sessuali della Chiesa cattolica in Portogallo ha segnalato 400 casi totali. Di questi, 17 riguardano sacerdoti ancora in attività. Tra questi c’è anche Carlo Felipe Ximenes Belo, arcivescovo e premio Nobel per la pace nel 1996. Lo psichiatra infantile Pedro Strecht, coordinatore della Commissione, ha ricordato che si parla dei casi segnalati all’autorità giudiziaria. Mentre il presidente della Repubblica Marcelo Rebelo de Sousa ha prima detto che «non è un numero particolarmente elevato». Poi ha dovuto correggere il tiro in una nota dopo la dichiarazione: «Intendevo dire che non è elevato rispetto alla probabile e triste realtà. In Portogallo e nel resto del mondo». I sospetti di abusi sessuali e insabbiamento dei casi hanno colpito negli ultimi tempi le alte gerarchie della Chiesa portoghese.


Le accuse al presidente

Il presidente della Repubblica, fervente cattolico, è stato accusato di non aver brillato per imparzialità. Perché a luglio ha difeso due cardinali citati in relazione all’insabbiamento di un’inchiesta del giornale Oservador. De Sousa ha anche ricevuto una denuncia nei confornti di monsignor José Omelas, vescovo di Fatima e presidente della Conferenza Episcopale portoghese. La presidenza ha riportato il fatto alle autorità competenti. Ma ha informato anche il vescovo. Il presidente si è comunque detto fiducioso che tutti questi scandali non avranno alcun impatto sulla riuscita della Giornata mondiale della gioventù. Si svolgerà a Lisbona la prima settimana di agosto del 2023 e dovrebbe contare sulla presenza di Papa Francesco.


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