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Le provocazioni di Putin: «Sabotaggio al Nord Stream? È Usa a guadagnarci. Pronti a più gas per l’Ue: decidano loro»

Il presidente russo torna a puntare il dito contro gli Stati Uniti e critica le mosse dell’Ue: «Il price cap alle nostre risorse è un gioco truccato»

«I beneficiari della rottura del Nord Stream sono evidenti: gli Usa e i Paesi con rotte di approvvigionamento alternative». Questa l’ultima provocazione del presidente russo Vladimir Putin, che durante la Settimana dell’energia di Mosca torna ad accusare il governo americano di essere il responsabile dei sabotaggi alle tubature. «Lo scopo dell’atto terroristico contro i gasdotti Nord Stream era quello di minare la sicurezza energetica dell’intero continente. Dietro il sabotaggio c’è qualcuno che vuole tagliare completamente i legami tra la Russia e l’Ue e così indebolire l’Europa», ha aggiunto il leader russo. Dallo scoppio della guerra in Ucraina, il Nord Stream 2 – il secondo gasdotto che trasporta il metano russo in Europa – non è mai stato attivato. Secondo Putin, però, la decisione è stata unilaterale: «La Russia è pronta a fornire ulteriori volumi di gas all’Europa in autunno-inverno. La palla è nel campo dell’Ue».


Le critiche di Putin all’Ue

Nel suo intervento alla Settimana dell’energia, Putin ha anche criticato le manovre europee per ridurre la propria dipendenza dal gas russo. «I Paesi Ue stanno esacerbando la situazione anche imponendo restrizioni ai prezzi del petrolio», ha attaccato il leader russo. Aggiungendo come misure come il price cap alle risorse provenienti dalla Russia siano l’equivalente di un «gioco truccato». In merito alle falle di Nord Stream, Putin ha affermato che «non c’è dubbio che sia stato un atto di terrorismo internazionale». Secondo il Cremlino, lo scopo dei mandanti è chiaro: «Distruggere, bloccare fonti di energia a basso costo, privare milioni di persone, consumatori di gas, di calore, elettricità e altre risorse e costringerli ad acquistare tutto questo a un prezzo molto più elevato». I mancati acquisti di gas da parte dell’Unione Europea, però, potrebbero non rivelarsi un grosso problema per l’economia russa. Putin, infatti, ha annunciato che «a breve» inizieranno i lavori di costruzione del gasdotto Power of Siberia 2 diretto verso la Cina.


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