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Staffetta in Senato, Segre lascia la poltrona a La Russa. L’attacco di Pagine Ebraiche: «Inquietante»

Per il sito di informazione edito dalla Ucei, il nuovo presidente di Palazzo Madama è «una figura politica cresciuta negli ambienti dell’estrema destra neofascista e che con quel passato non sembra aver fatto troppo bene i conti»

La senatrice a vita Liliana Segre ha presieduto la prima seduta del Senato della nuova legislatura. In base ai regolamenti, questo compito spettava a lei, visto che il presidente emerito della Repubblica Giorgio Napolitano, più anziano di lei di un anno, ha dovuto declinare per motivi di salute. Un evento storico, visto che si trattava della prima volta per la senatrice Segre, che giunge peraltro nell’anno del centenario della Marcia su Roma. Moked, o Pagine Ebraiche, il sito di informazione edito dall’Unione delle comunità ebraiche italiane, ha fatto notare come per lei ci sia stata la «standing ovation dell’aula di Palazzo Madama», lo stesso palazzo che poco dopo «ha eletto a maggioranza Ignazio Benito Maria La Russa alla seconda carica dello Stato». Il notiziario ha voluto sottolineare il fatto che il cambio di poltrona da Segre e La Russa sia «simbolico e a detta di vari osservatori inquietante». La senatrice a vita era stata deportata nel 1944 nel campo di concentramento di Birkenau-Auschwitz in quanto ebrea. Sopravvisse all’olocausto e da allora ha fatto della sua vita una testimonianza per i crimini commessi dal fascismo. Pagine Ebraiche riporta prima la sua esperienza e poi quella di La Russa: «Una figura politica cresciuta negli ambienti dell’estrema destra neofascista e che con quel passato non sembra aver fatto troppo bene i conti».


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