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«Ti vogliamo vedere appeso a piazzale Loreto». Le minacce dei No Vax a Locatelli: cinque indagati

La procura di Roma non esclude che gli attacchi al presidente del Consiglio superiore di Sanità possano arrivare da una rete di soggetti contrari ai vaccini

«Brinderò alla tua fine quando sarai appeso a piazzale Loreto». È questa una delle minacce indirizzate via mail a Franco Locatelli, presidente del Consiglio superiore di sanità e coordinatore del Comitato tecnico scientifico. A scriverla è un barista 40enne di Torino, riferisce La Stampa. Sono cinque le persone indagate per minacce aggravate contro Locatelli a cui i carabinieri hanno perquisito le abitazioni e sequestrato computer e cellulari. «Ti auguro di pagare duramente in prima persona in questa vita o al cospetto di Dio da morto», scriveva uno di loro, insegnante 43enne a L’Aquila. Sono diversi i messaggi che sono arrivati al professore che sono iniziati a febbraio, quando il presidente del Css era promotore della campagna vaccinale e delle disposizioni di sicurezza contro il contagio da Covid. In quel periodo si espresse anche direttamente contro i No Vax, dicendo che erano «un pericolo soprattutto per loro stessi».


I sospetti sugli attacchi di una rete di No vax

Non si è fatta attendere la raffica di minacce al suo indirizzo mail. «La pazienza dei miti sta per finire. Avete tirato troppo la corda e se ora la corda si spezza può accadere qualsiasi cosa violenta», gli recapitò un 45enne disoccupato di Taranto. E ancora: «Spero che la pagherete», è il messaggio di un impiegato in banca 58enne della provincia di Ravenna. Oltre ai 5 finiti nel mirino del pm Francesco Dall’Olio della procura di Roma, ce ne sono altri 8 che sono stati segnalati per ingiurie. Se dietro la valanga di minacce ci sia una rete organizzata di No vax o solo l’iniziativa di alcuni singoli è ancora da definire. In questa direzione, saranno fondamentali le analisi del materiale informatico sequestrato. «I telefoni cellulari e i computer verranno sottoposti ad accurata analisi al fine di accertare la concretezza delle minacce proferite e la loro eventuale appartenenza a frange estremiste», hanno dichiarato dall’Arma dei carabinieri in un comunicato.


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