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Dal caso Nicholas Green alla guida della Croce Rossa, chi è Francesco Rocca possibile ministro della Salute

Avvocato penalista di formazione, da anni è alla guida di grandi strutture sanitarie nel Lazio e non solo

La casella non è ancora “sua”, non solo per il garbo istituzionale che obbliga a negare persino l’evidenza finché Giorgia Meloni non sarà convocata al Quirinale, ma perché quando si parla di ministero della Salute gli interessi da comporre sono tanti, ancor di più dopo la pandemia da Covid-19. Eppure il nome di Francesco Rocca come successore di Roberto Speranza è considerato tra i maggiormente quotati, tanto più che ieri durante il vertice della rappacificazione Silvio Berlusconi, che molto ha insistito per dare quel dicastero a Licia Ronzulli, ha detto a Meloni di apprezzarlo particolarmente. L’unico rivale altrettanto accreditato al momento è il preside della Cattolica, Francesco Rocco Bellantone, un luminare del suo settore (è chirurgo endocrino).


La carriera

Francesco Rocca invece non è un medico, eppure sulle sue capacità – al di là di come andrà a finire la partita – nessuno sembra aver dubbi. Attualmente è a capo della Croce Rossa internazionale e della Mezzaluna Rossa, ma di formazione è un avvocato penalista. Cresciuto ad Ostia e con simpatie a destra (che non gli hanno impedito di avere buoni rapporti anche a sinistra) per anni ha fatto l’avvocato in casi importanti a livello nazionale. Il più famoso è probabilmente quello di Nicholas Green, il giovane americano ucciso “per sbaglio” nel corso di una rapina in Calabria, la cui storia è diventata famosa soprattutto perché i genitori decisero di donare gli organi del bambino, salvando la vita a 7 persone in un’epoca – era il 1994 – in cui buona parte d’Italia vedeva ancora come un sacrilegio portar via gli organi ai morti. Rocca ha difeso senza tregua uno dei due presunti killer, Michele Iannello, ‘ndranghetista che si è sempre proclamato innocente anche dopo essere diventato collaboratore di giustizia. All’attività in tribunale, Rocca, fin da giovane, ha affiancato le iniziative sociali e il volontariato. L’approdo nel mondo sanitario, però, è dovuto a Francesco Storace, storico esponente della Destra sociale di Alleanza nazionale. Quando il giornalista prestato alla politica guidava la Regione Lazio, scelse (era il 2002) Rocca per il salvataggio dell’ospedale Sant’Andrea: le cose andarono talmente bene che le amministrazioni successive lo confermarono, convertendo l’incarico da commissario straordinario a direttore generale.


I grandi ospedali pubblici

Di lì, gli incarichi in altri grandi ospedali pubblici, non solo nel Lazio. Una volta approdato alla guida della Croce Rossa Italiana (la presiede dal 2013 ma prima, dal 2008, era commissario straordinario) Rocca si è fatto notare subito per il risanamento della struttura. L’incarico è stato anche coronato, recentemente, dal ruolo conferito nel 2017 di Presidente della Federazione Internazionale delle Società di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa, prima volta per un italiano. Uomo pacato, divoratore di libri e appassionato di musica classica. A chi gli chiede se sarà lui ministro dice di non saperne nulla. La decisione, se ci sarà, dovrà arrivare entro la fine della settimana.

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