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Vicepresidenze, questori e segretari: le Camere definiscono i ruoli dei parlamentari, escludendo il Terzo polo

Pd e M5s non lasciano alcun posto ai parlamentari di Calenda e Renzi, i quali annunciano che porteranno la questione all’attenzione di Mattarella. Due vicepresidenze a Forza Italia e una a testa per Lega e Fratelli d’Italia

Quattro, tre, otto: sono i numeri della formazione da schierare per dare a Senato e Camera la struttura necessaria ad affrontare la XIX legislatura. Per la precisione, i parlamentari sono chiamati ad eleggere quattro vicepresidenti, tre questori e otto segretari. La coalizione di maggioranza si presenta al voto – alle 14 a Montecitorio e alle 15 a Palazzo Madama – con un accordo sui nomi. Le opposizioni, invece, si sfaldano: Partito democratico e Movimento 5 stelle non hanno voluto stipulare un’intesa con il Terzo polo. Forti della loro posizione, rispettivamente di seconda e terza forza in parlamento, avranno la possibilità di spartirsi le quattro vicepresidenze destinate all’opposizione. «Pd e M5s hanno fatto l’accordo per tagliarci fuori – denuncia Matteo Renzi -. Con la loro arroganza, hanno scelto di tenerci fuori e noi resteremo fuori dall’Aula. Porteremo il tema al presidente della Repubblica».


I vicepresidenti della maggioranza

Mentre le opposizioni sono spaccate, nella riunione che si è tenuta negli uffici di Fratelli d’Italia alla Camera il centrodestra dovrebbe aver chiuso la quadra: dovrebbero essere assegnate due vicepresidenze ai forzisti, una alla Lega (al Senato) e una a Fratelli d’Italia (alla Camera). Dalle indiscrezioni sembrerebbero emersi i nomi di Mulè (Forza Italia) e Rampelli (Fratelli d’Italia) per la vicepresidenza della Camera. A Palazzo Madama, invece, i senatori “promossi” a vicepresidenti sarebbero Centinaio (Lega) e Gasparri (Forza Italia). Tornando a Montecitorio, pare che il Terzo polo avrebbe sollevato il tema dell’esclusione dalle cariche anche nella conferenza dei capigruppo che si è tenuta questa mattina, 19 ottobre. Il gruppo di Carlo Calenda e Renzi avrebbe chiesto al presidente della Camera, Lorenzo Fontana, di farsi garante di un’intesa larga delle opposizione. Il Pd, nell’occasione, avrebbe alzato un muro, vantando di essere il primo gruppo parlamentare dell’opposizione. A poche ore dall’inizio del voto, non è stato inserito in agenda alcun incontro tra Terzo polo, Dem e 5 stelle. Per le vicepresidenze di Montecitorio, dovrebbe resistere l’investitura di Ascani per il Pd, mentre il M5s penderebbe per Costa. A Palazzo Madama, i Dem sosterrebbero la candidatura di Rossomando, mentre la vicepresidenza grillina dovrebbe andare all’ormai ex capogruppo Castellone.


Renzi: «Pd e 5Stelle hanno fatto un accordo che ci taglia fuori e noi resteremo fuori dall’Aula» – Il video

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